Gli Stati Uniti si innamorano delle sfide epiche tra generazioni, e questa volta il protagonista è Novak Djokovic. A pochi chilometri da Los Angeles, la città del cinema e delle storie da Oscar, il campione serbo ha infiammato la conferenza stampa pre-torneo del Masters 1000 californiano di Indian Wells, tornando sulla sua vittoria memorabile contro Jannik Sinner agli Australian Open e sull’incontro contro Carlos Alcaraz, con uno sguardo che tradiva entusiasmo e motivazione.
Djokovic ha raccontato la sua esperienza: "Riuscire a battere Sinner in cinque set, in uno degli incontri più epici giocati di recente in Australia, mi ha trasmesso una sensazione incredibile — le parole del serbo — Poi ho disputato un’altra fantastica partita contro Carlos, che alla fine è stato semplicemente troppo bravo. Per me è stato un risultato fenomenale. Ho dimostrato a me stesso e agli altri che posso ancora competere ai massimi livelli e battere questi ragazzi. Quindi la mia logica mi suggerisce: perché non continuare fino a quando ho la passione, la qualità e la motivazione per farlo?”.
Il ritiro, dunque, non è nei suoi piani. L’ex numero uno al mondo (oggi numero 3 Atp), che compirà 39 anni a maggio, insiste sul fatto che l’età è solo un numero: "Mentalmente mi sento carico, mi piace il brivido della competizione e scendere in campo davanti ai tifosi — ha chiuso con decisione — Sono ancora il numero tre del mondo, non credo sia poi così male. Continuerò ad andare avanti finché ne avrò voglia”. Sottolineando che ogni decisione sul futuro sarà presa da lui stesso, una volta fatto pieno conto della sua motivazione e del desiderio di competere.