Il dopo partita di Atalanta-Bayern Monaco, andata degli ottavi di Champions League, si accende anche negli studi televisivi. La pesante sconfitta dei nerazzurri diventa il punto di partenza di un confronto diretto tra Fabio Capello e Raffaele Palladino, con l’ex allenatore pronto a mettere sotto pressione il tecnico della Dea.
Il primo, che nel pre-partita aveva già definito l’atteggiamento dell’Atalanta “spregiudicato” contro i tedeschi, entra subito nel merito della preparazione tattica scegliendo una domanda che suona quasi come una provocazione: "Hai detto anche che avevate studiato attentamente dodici partite del Bayern Monaco — ha domandato con fare pungente — Cos’è che ha cambiato il Bayern Monaco per mettervi così in difficoltà, oppure l’avete studiata male?”.
Palladino non si sottrae e prova a spiegare la lettura della gara da parte del suo staff: "No, no mister — ha replicato— Noi ci aspettavamo che loro potessero metterci in difficoltà con questi giocatori veloci davanti, con gli attacchi alla profondità. Ma al di là del fatto che l’abbiamo studiata bene o male, come dice lei”. Capello però lo interrompe subito per precisare il senso della domanda: "L’hai detto tu, eh, che l’avete studiata attentamente, non lo dico io”. Il tecnico nerazzurro prova allora a spostare il discorso sulla differenza di valori tra le due squadre, un tema che secondo lui ha pesato più di qualsiasi analisi tattica: "Mister, io credo che ci siano dei valori in campo che…”. La replica di Capello arriva immediata e tagliente: "Ah, ecco, allora questa è la cosa importante, capire i valori”.
Palladino, nonostante la sconfitta pesante, non arretra di un centimetro sulla filosofia della sua squadra. Il tecnico rivendica il modo di stare in campo dell’Atalanta e difende l’idea di affrontare anche avversari più forti senza cambiare identità: "Accettiamo indubbiamente i loro valori, le loro qualità e la loro forza — ha concluso l’ex allenatore della Fiorentina — Come dicevo prima, noi siamo arrivati fino a qui perché abbiamo avuto questa mentalità, questo Dna. Quello che questa squadra ha sempre avuto nella sua mentalità è accettare la sfida, anche uomo contro uomo, e andare avanti. Quindi non lo cambieremo, noi non difenderemo a zona. Questo è molto chiaro. Io sono di questa mentalità e non cambierò questa cosa. Accettiamo il risultato e, come si dice, o si vince o si impara".