Un'altra frenata per l'Inter, solo un pareggio con la Fiorentina. E la corsa-scudetto, incredibilmente, non è ancora chiusa. Di chi sono le responsabilità? Paolo Di Canio, a tal proposito, ha le idee chiare. E tra gli altri punta il dito e picchia duro contro Nicolò Barella.
Negli studi di Sky Calcio Club, Di Canio ha analizzato le possibili cause del calo, indicando tra i fattori anche le conseguenze psicologiche della finale di Champions League persa contro il Psg e della delusione europea con il Bodo. Un contesto complicato, in cui alcune individualità non stanno rendendo come previsto. Nel mirino dell’ex attaccante, come detto, ci finisce soprattutto Barella, protagonista in negativo nell’azione che ha portato al pareggio viola. Rivedendo le immagini, Di Canio non usa giri di parole: "Barella che fa quell'errore a 8 giornate dal termine è gravissimo. Vuol dire non capire i momenti".
Secondo l’opinionista, la gestione del pallone in quella fase della partita richiedeva ben altro approccio: "La palla la devo dare a 10 metri, non a 20. Se faccio un tocchetto del genere, lì è un eccesso di personalità. Che tocco è? Se sbaglio, sbaglio per eccesso: la metto 5 metri più avanti e il mio compagno deve correre. Non gliela do comoda come in allenamento, a due metri, perché c’è l’avversario. La personalità sulla fascia va bene, ma al limite dell’area di rigore...", picchia durissimo l'ex bandiera della Lazio.
Di Canio approfondisce poi l’aspetto mentale dell’episodio, parlando di una contraddizione tra sicurezza e timore: "Il mix terribile è questo: voglio far vedere che ho personalità, però quando vado a fare quel gesto ho anche paura, e infatti la palla esce male, non arriva. In un altro momento, magari a inizio stagione, fai un pallonetto alto due metri, un sombrero sopra l’avversario e servi il compagno. Perciò, in questi momenti, se lo vuoi fare devi essere Iniesta, e lui non lo farebbe", conclude Di Canio.