Dopo il terzo Mondiale consecutivo mancato dall’Italia, Gianluigi Buffon, oggi capo delegazione della Nazionale, ha commentato a caldo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia nella finale dei play-off. Il risultato ha sancito un’altra esclusione pesante per gli Azzurri, generando delusione e riflessioni immediate all’interno del gruppo.
Buffon ha descritto la situazione come estremamente complessa, sottolineando la necessità di analizzare con lucidità quanto accaduto: "Momento delicato, come è normale che sia: è necessario prendersi del tempo per fare delle valutazioni corrette. Fino a giugno è doveroso restare, ho dato disponibilità a restare fino alla fine di questa stagione." Ha quindi ribadito la sua intenzione di rispettare gli impegni presi almeno fino al termine della stagione, evitando decisioni affrettate.
Nel suo intervento ha anche ricordato gli obiettivi fissati dalla squadra, evidenziando come il miglioramento fosse uno dei punti chiave, ma con una priorità chiara: la qualificazione ai Mondiali. Il fallimento in questo senso pesa su tutto l’ambiente e condiziona inevitabilmente le valutazioni future: "Poi per quello che riguarda le altre considerazioni: uno degli obiettivi che ci siamo prefissati era che qualcosa cambiasse e migliorasse, ma l’obiettivo principale era andare ai Mondiali e il non esserci andati ci porta tutti a fare delle valutazioni a caldo."
Buffon ha infine invitato alla cautela nelle analisi immediate, riconoscendo il rischio di giudizi poco lucidi dovuti all’emotività del momento: "In questo momento è quello che fa male e rischia di far ragionare in maniera contorta e poco lucida. Mi fermo qua, fino a giugno ci siamo, poi per le altre valutazioni vediamo come si dipana la matassa".