Nel tennis di altissimo livello il servizio è ormai una delle chiavi decisive per restare stabilmente al vertice, ma nel caso di Jannik Sinner il salto compiuto negli ultimi mesi ha assunto proporzioni ancora più evidenti. Il dominio mostrato tra Indian Wells e Miami nasce infatti anche da un dato tecnico che racconta meglio di ogni altro la sua crescita: la precisione assoluta della prima palla.
Nel Sunshine Double l’azzurro ha raggiunto una media impressionante, servendo in media a 45 centimetri dalla riga. Un margine ridottissimo che lo colloca ben al di sotto della media dei top 100 mondiali, normalmente attorno ai 60 centimetri, e che rende la risposta estremamente difficile anche per i migliori ribattitori del circuito. Più la palla cade vicina alla riga, minore è il tempo di reazione per l’avversario e più si restringono gli angoli disponibili per la risposta. È proprio qui che il servizio di Sinner è diventato quasi ingiocabile: aggressivo, preciso e soprattutto continuo.
Il lavoro nasce da lontano, in particolare dalla finale persa agli US Open contro Alcaraz, quando lo stesso Sinner aveva indicato la necessità di cambiare qualcosa nel proprio tennis: "Oggi sono stato molto prevedibile in campo — aveva detto — Lui ha cambiato molto il gioco, ed è anche il suo stile. Ora dipende da me se voglio fare dei cambiamenti o meno”. Da quel momento il lavoro con Cahill e Vagnozzi si è concentrato soprattutto sul gesto iniziale: ritmo più controllato, punto d’impatto più alto e leggermente arretrato, ricerca di maggiore fluidità.
I risultati, così, si sono visti subito. Tra California e Florida Sinner infatti non ha perso un set e ha ceduto il servizio soltanto tre volte in dodici partite. Anche la media degli ace è quasi raddoppiata, passando da sei a quasi dodici a incontro. Ora arriva la terra rossa, dove lui stesso sa che qualcosa cambierà: "Sul rosso il servizio andrà usato in modo molto diverso". Ma il salto compiuto resta evidente.