Prima il rosso "procurato" a Pierre Kalulu e quella indigeribile esultanza, poi il rosso contro la Bosnia che ha compromesso la partita più importante dell'Italia, fuori dal mondiali. Per Alessandro Bastoni, in 45 giorni la carriera ha svoltato in peggio. Anzi, in modo catastrofico.
La serata di Zenica, nella finale playoff che metteva in palio il pass per il Mondiale, ha rappresentato il punto più drammatico: un'espulsione pesantissima che ha lasciato l’Italia in difficoltà e acceso una nuova bufera attorno al difensore dell’Inter. Il contraccolpo è stato immediato, non solo sul piano sportivo ma anche personale: insieme alla moglie Camilla Bresciani, Bastoni ha limitato i commenti sui social, travolto da un’ondata di critiche sempre più aggressive.
Il clima attorno al centrale nerazzurro è diventato rovente. Dopo la terza mancata qualificazione consecutiva della Nazionale ai Mondiali, la seconda con lui in campo dopo la sconfitta con la Macedonia del Nord nel 2022, il suo nome è finito al centro del malcontento generale. In questo contesto, l’ipotesi di un trasferimento all’estero prende corpo come possibile via di fuga per lasciarsi alle spalle polemiche e pressioni.
Tra i club interessati resta in prima fila il Barcellona, che da tempo segue il profilo del classe 1999. Il giocatore avrebbe già dato apertura al trasferimento, ma manca ancora qualsiasi offerta ufficiale all’Inter e all’amministratore delegato Beppe Marotta. Inoltre, la valutazione, che prima della sfida di Zenica si aggirava intorno ai 70 milioni, potrebbe ora essere rivista al ribasso.
Dalla Spagna, però, arrivano segnali contrastanti. Se da un lato l’interesse tecnico resta, dall’altro cresce la diffidenza tra i tifosi blaugrana. “Bastoni ha passato tutta la sua carriera a giocare con una linea difensiva molto compatta, spesso con tre difensori centrali. Non funzionerebbe nel Barcellona, meglio Senesi”, scrive Rotia.
“Van de Ven e Vuskovic sono più veloci” suggerisce Ruberta. E ancora: “Contro la Bosnia è apparso evidente che non sa ripiegare in difesa, cosa che un difensore del Barça deve assolutamente saper fare, perché è quello che dovrà affrontare innumerevoli volte ogni partita. Causerebbe tanti rigori, oltre a ricevere cartellini gialli e rossi. Sarebbe uno dei peggiori, non molto meglio di Araujo. Bastoni non è il profilo giusto per il nostro gioco, nemmeno se arrivasse a parametro zero”.