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Bosnia-Italia, Ceferin attacca: "Colpa dei politici", scoppia il caso

di Lorenzo Pastugliagiovedì 2 aprile 2026
Bosnia-Italia, Ceferin attacca: "Colpa dei politici", scoppia il caso

2' di lettura

Mentre in Bosnia si celebrava una qualificazione mondiale destinata a entrare nella storia del calcio nazionale, una parte del dibattito post partita si è spostata immediatamente sulle parole di Aleksander Ceferin. Il presidente della Uefa, presente a Zenica insieme al vicesegretario generale Giorgio Marchetti, ha seguito dagli spalti la sfida vinta dai bosniaci contro l’Italia e, al termine della gara, ha scelto di intervenire pubblicamente alla Gazzetta dello Sport per difendere Gabriele Gravina e allo stesso tempo indicare quelli che considera i veri nodi strutturali del calcio italiano.

“Stupito dell’eliminazione? In un certo senso sì, d’altro canto la Bosnia ha una squadra giovane e forte e ha giocato in casa — ha detto Ceferin alla Rosea — C’era molta più pressione sull’Italia. La Bosnia ha meritato di andare al Mondiale, l’Italia ha perso la partita dopo l’espulsione”. Il presidente Uefa ha poi escluso che una sconfitta del genere debba trasformarsi automaticamente in un processo al vertice federale: “Quando ero presidente della federazione slovena dicevo sempre al ct 'Se vincerete, tu e i giocatori sarete gli eroi. Se perderete, la colpa ricadrà su noi due’ — ha aggiunto — Non è assolutamente responsabilità di Gabriele”. 

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Da qui l’attacco più diretto al sistema italiano: “Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l’Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa”. Criticando anche il clima interno che si è acceso subito dopo il ko: “Mi fa arrabbiare e mi rattrista che ci siano persone che aspettano 'nascoste' che qualcosa vada storto per poi saltare fuori e iniziare a criticare — ha detto ancora — Non sostengono l’Italia, sostengono se stessi. Ditemi quale giocatore italiano non è stato convocato e avrebbe dovuto esserlo? È il calcio e, pure coi migliori giocatori in campo, in una partita tutti possono perdere”. 

Sul tema stadi, il messaggio è stato ancora più severo: “Euro 2032 è in programma e si svolgerà — ha detto chiaro lo sloveno — spero che le infrastrutture saranno pronte. Altrimenti, il torneo non si giocherà in Italia”. Infine l’avvertimento politico-sportivo: “Il problema più grande del calcio italiano è il rapporto tra la politica calcistica e la politica ‘normale' — ha concluso — Se le persone sempre negative continueranno così, allora le cose nel calcio andranno terribilmente male”.

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