Il karma come effetto nefasto di azioni negative. Il pallone come metafora della vita. Alessandro Bastoni deve aver pensato a questo quando, dopo aver travolto l'attaccante bosniaco lanciato verso la porta difesa da Gigio Donnarumma, si è visto sventolare in faccia il cartellino rosso. Tutto è cambiato in una manciata di secondi. L'Italia, in vantaggio di un gol grazie al solito Moise Kean, ha giocato per il resto del match in 10 uomini. Era il minuto 42. E forse in quel momento il sogno Mondiale si è infranto una volta per tutte. Con Bastoni a terra, immobile, con un sorriso stampato a metà sulle labbra.
Eppure, quasi due mesi fa, l'azzurro si era trovato dall'altra sponda del fiume. Era il minuto 42 - guarda caso - del derby d'Italia del giorno di San Valentino. Il difensore nerazzurro simula un contatto inesistente con Pierre Kalulu, lo fa espellere e poi gli esulta in faccia senza alcun ritegno. Bastoni vince la partita ma perde il sostegno del mondo del calcio che, a gran voce, chiede a Gennaro Gattuso di escluderlo dai convocati per le partite dei playoff. Il ct, dal canto suo, lo difende. E, nonostante qualche acciacco fisico, gli dà fiducia e lo schiera contro la Bosnia. Che scherzo del destino.