Al GP di Miami manca un mese, ma la Formula 1 lavora già a un primo correttivo tecnico destinato a incidere sul regolamento. Dopo le criticità emerse tra Australia, Cina e soprattutto Giappone, la Fia sta valutando modifiche mirate alla gestione energetica delle power unit: la soluzione più probabile è una riduzione del picco di potenza elettrica, oggi considerato eccessivo rispetto alla capacità di recupero disponibile durante il giro, così da evitare che la batteria si scarichi troppo presto nei rettilinei. In parallelo si discute di limitare il rilascio di energia nei singoli settori, introducendo mappe più progressive e meno aggressive nella prima parte dell’accelerazione. Un terzo correttivo, più complesso, riguarda l’aumento dell’energia recuperabile o una diversa finestra di utilizzo del sistema ibrido, così da ridurre il fenomeno del super-clipping (cioè lo scalare la marcia prima di una curva per ricaricare l’elettrico) senza alterare l’equilibrio generale del progetto tecnico. Sul tavolo anche l’incidente occorso a Bearman, finito a muro con una decelerazione di 50G in Giappone dopo aver evitato l’Alpine di Colapinto, più lento di lui prima della curva “Spoon”.
Il delta di velocità tra una vettura senza energia e una che la sta usando può raggiungere anche i 50 km/h, con effetti difficili da gestire. A riguardo la Federazione ha parlato di parametri regolabili già previsti in fase di progettazione, soprattutto nella gestione dell’energia, ma il messaggio è chiaro: la sicurezza è diventata prioritaria. Da qui la necessità di riscrivere almeno in parte il comportamento delle power unit prima di Miami. Proprio dentro questo scenario si muove anche la Ferrari, che sfrutterà la pausa tra test e lavoro al simulatore. Il grosso pacchetto aggiornamenti di Maranello è previsto proprio per la Florida e il team vuole farsi trovare pronto con diversi test: al Mugello a inizio mese, a Fiorano il 9-10 - con la SF-26 impegnata in dei test sul bagnato artificiale - poi un filming day da 200 km a Monza il 22 aprile.
Nei primi tre appuntamenti di stagione la SF-26 ha mostrato una buona base - affidabile, costante, competitiva sul passo medio - ma ancora priva di quella capacità di scaricare potenza elettrica nella gestione della power unit. A Suzuka il deficit è apparso netto nei tratti a pieno carico, dove Ferrari ha perso progressivamente velocità nella seconda metà dei rettilinei, segnale di una strategia energetica meno efficace rispetto ai rivali. Proprio per questo a Maranello si guarda con attenzione al meccanismo Aduo, l’Additional Development and Upgrade Opportunities previsto dal regolamento per consentire interventi supplementari sulle power unit in caso di ritardo prestazionale rispetto al riferimento tecnico.
Ogni sei Gran Premi la Fia confronterà i livelli di prestazione dei motoristi: se Ferrari accuserà un gap compreso tra il 2 e il 4% rispetto a Mercedes, considerata oggi il benchmark, potrà usufruire di una finestra aggiuntiva di sviluppo. È il vero jolly tecnico della prima parte di stagione, perché consentirebbe di intervenire non solo sul software ma anche su elementi strategici della gestione energetica senza attendere i normali cicli di aggiornamento. Infine ci sarà da migliorare anche il motore termico, dato che mancano 15 cavalli rispetto a Mercedes. Intanto un pacchetto di nuovi aggiornamenti è in arrivo, nella speranza che la Rossa trovi competitività e inizi un nuovo Mondiale.