Dopo il terremoto ai vertici della Nazionale, anche il futuro di Gennaro Gattuso appare ormai segnato. Le dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina e del capo delegazione Gianluigi Buffon, arrivate a meno di due giorni dal ko di Zenica che ha compromesso ancora una volta il cammino mondiale dell’Italia, hanno di fatto aperto la strada all’addio del commissario tecnico.
Gattuso è sempre più vicino a lasciare la panchina azzurra, ma prima vuole definire un ultimo passaggio: le garanzie economiche per il suo staff. Il confronto in corso riguarda infatti i collaboratori scelti in questi mesi, con l’obiettivo di assicurare loro lo stipendio fino a giugno, data naturale di scadenza dell’accordo. Una situazione simile a quella già vissuta nel 2019 al Milan, quando l’allenatore rinunciò a una cifra molto più alta pur di tutelare il gruppo di lavoro. Stavolta il contratto federale prevedeva circa 800 mila euro annui più un premio legato alla qualificazione mondiale, ormai sfumato.
Più che l’aspetto economico, pesa però il fallimento sportivo. In queste ore Gattuso si è spostato in Andalusia, tra Malaga e Marbella, dove ha una casa. Chi gli è vicino lo descrive amareggiato ma lucido, colpito soprattutto dal mancato risultato. Nel gruppo azzurro il rapporto con i giocatori resta buono: diversi elementi della Nazionale gli hanno scritto per ringraziarlo per il lavoro svolto. Per il dopo-Gattuso si valutano profili di esperienza: Roberto Mancini, Antonio Conte e Simone Inzaghi sono i nomi più forti. In attesa della scelta definitiva, per le prossime amichevoli potrebbe esserci una soluzione ad interim.