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Deontay Wilder, la frase surreale prima di pestare Chisora: "Ti..."

di Lorenzo Pastuglia martedì 7 aprile 2026

2' di lettura

In totale si parla di 12 riprese intense, con due veterani al centro della scena ancora capaci di infiammare il pubblico. Il verdetto, invece, è stato deciso solo dai cartellini: il confronto tra Deontay Wilder e Dereck Chisora ha regalato spettacolo alla O2 Arena di Londra, chiusosi con il successo dello statunitense per split decision al termine di un match ricco di colpi di scena.

A 40 anni suonati, Wilder ha ritrovato una vittoria pesante, imponendosi con i punteggi di 115-111, 112-115 e 115-113, un risultato che può rilanciarlo nella corsa ai vertici dei pesi massimi dopo il lungo regno mondiale interrotto nel 2020. Dall’altra parte Chisora, di 42, ha chiuso la propria carriera davanti al pubblico di casa, restando in piedi fino all’ultimo gong dopo una prova di grande resistenza. "Torno a casa, accompagno i bambini a scuola — ha detto alla fine lo sconfitto — Voglio ringraziarvi di cuore. Grazie mille, Regno Unito. Sono nato in Zimbabwe, sono venuto qui quando avevo 16 anni, ho avuto dei problemi e poi sono diventato dipendente dalla boxe. Grazie mille, lo apprezzo davvero”.

L’episodio più particolare della serata è arrivato nell’ottavo round: dopo aver mandato al tappeto l’avversario, Wilder si è avvicinato e gli ha sussurrato "I'm sorry, I love you” (“Mi dispiace, ti voglio bene” in italiano). Una frase colta chiaramente dal labiale e subito rimbalzata sui social. Un momento insolito, seguito pochi istanti dopo da un destro violentissimo che ha spedito Chisora fuori dal ring. Il britannico è però riuscito a rientrare e a proseguire l’incontro, trovando anche la forza di mettere in difficoltà Wilder prima di finire nuovamente al tappeto nell’undicesima ripresa. "Verso la fine del combattimento ho visto le vene che gli spuntavano dalle tempie e non volevo fare del male a mio fratello — ha concluso Wilder — Troppe vite sono andate perdute sul ring. A nessuno importa di noi. I pugili devono prendersi cura l'uno dell’altro".

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