Un fenomeno della racchetta, un agonista di rango superiore, un uomo-azienda. Jannik Sinner è al top sotto ogni punto di vista e questo si vede soprattutto nella cura dei dettagli, nella gestione della sua vita fuori dal campo, nel modo in cui affronta i momenti di crisi e lavora per superare i suoi limiti. Spesso e volentieri con coraggio e soluzioni creative e visionarie.
Negli ultimi tornei disputati tra fine 2025 e inizio 2026, uno dei problemi emersi era quello relativo ai cosiddetti "cali di energia" che condizionavano il rendimento dell'altoatesino durante le partite. Come ricorda il Corriere della Sera, era accaduto lo scorso ottobre a Shanghai (quando fu costretto al ritiro), agli Australian Open di questa stagione contro Spizzirri e pure a Montecarlo pochi giorni fa contro Machac (in questi ultimi due episodi, l'azzurro era comunque riuscito a vincere).
Uno dei suoi due super coach, Simone Vagnozzi, aveva glissato ("Non gli mettiamo tarli nel cervello: ci sono giorni con alti e bassi, è normale che sia così") ma Sinner ha voluto affrontare di peso la questione rivolgendosi a un vero e proprio luminare. E così ecco il consulto con il guru degli integratori, il professore italo-americano Joseph Cannillo.
"Il mio è un approccio olistico, curiamo le cause profonde dei problemi analizzando vari aspetti: postura, meccanica, biochimica", spiega sempre al Corsera lo stesso professore, che ha il suo studio a Bari. Cannillo non è un dietologo, collabora con nutrizionisti e ha già lavorato a stretto contatto con Nole Djokovic, altro perfezionista all'avanguardia nel mondo della racchetta.
"Stiamo sviluppando integratori specifici come quello al magnesio, ma non solo: penso all’idratazione durante le partite, tramite una nuova linea di nanotecnologie per avere più energia". A metterlo in contatto con Sinner, spiega il Corriere, sarebbe stato Marco Panichi, ex preparatore atletico del serbo e di Jannik.
"La consulenza con Sinner ha riguardato un miglioramento mirato a livello energetico attraverso una combinazione tra le evidenze dell’approccio chiropratico e un’integrazione personalizzata", spiega il professor Cannillo, che di Sinner ha studiato il Dna. "La contaminazione tra esigenze e corpi diversi affina la mia visione. Ogni atleta che seguo mi insegna qualcosa che porto negli altri. Con Nole ho analizzato la nutrizione: vitamine, minerali, aminoacidi. Ma la vera svolta non è stata su che cosa integrava. È stata sul quando e quanto. La dose giusta, nel momento biologico esatto: si parla di cronobiologia".