L’infortunio di Carlos Alcaraz preoccupa, dato che lo spagnolo è costretto a rimanere fermo sia a Roma sia a Parigi, dopo averlo fatto anche a Madrid in seguito al ritiro per infortunio nell’Atp 500 di Barcellona.
Dagli studi della “Nuova Ds”, l’ex campione del Roland Garros 1976, Adriano Panatta, ha puntato il dito contro ritmi eccessivi e un calendario che mette a dura prova i giocatori. Lo ha fatto con la solita schiettezza, senza girarci troppo attorno: “Voglio lanciare un appello alle istituzioni che regolano il tennis — ha detto — gli infortuni si moltiplicano ad una frequenza molto preoccupante e questa è una bruttissima notizia per questo sport. Il caso più eclatante è ovviamente l’infortunio di Alcaraz Il problema è che questi giocatori si faranno tutti male prima o poi, senza eccezione”.
Per il romano, il tennis di oggi è troppo dispendioso: “Il gioco di oggi è molto violento e sottopone questi ragazzi a sforzi fisici inumani — ha proseguito — se non la smettono di giocare così tanto prima o poi si faranno male tutti”.
L’assenza dello spagnolo, però, non deve cambirea l’approccio di Jannik Sinner: “Lui è talmente forte di testa che non avrà ripercussioni — ha proseguito — entra in campo e vuole vincere, a prescindere da chi trova”. Spazio poi agli altri azzurri. Su Matteo Berrettini il giudizio è severo: “La crisi c’è ed è evidente — ha tuonato Panatta — gli manca completamente la continuità”. Più fiducia invece per Lorenzo Musetti: “Sta maturando — ha concluso — ma gli manca quel salto in avanti decisivo”.