Uno scudetto, il 21° della storia nerazzurra, meritato, conquistato sul campo dopo il 2-0 al Parma. Dopo quasi quarant’anni, la squadra di Cristian Chivu è tornata a celebrare il titolo in casa. Lo ha fatto riunendosi subito sotto la Curva Nord per condividere il momento con il pubblico, tra cori dedicati ai singoli giocatori e sfottò ai rivali del Milan.
A guidare i canti più accesi sono stati Thuram, Dumfries e Lautaro Martínez, protagonisti del classico “chi non salta rossonero è”, che ha infiammato ulteriormente lo stadio. Un clima carico, tra festa e rivalità, che ha accompagnato i primi momenti della celebrazione.
La notte poi si è spostata nel cuore della città. Dopo un brindisi con squadra e dirigenza in zona San Siro, i giocatori hanno raggiunto Piazza Duomo, già gremita di migliaia di tifosi tra bandiere, fumogeni e fuochi d’artificio. “Ci vediamo tutti lì”, aveva scritto Thuram, ma la piazza era già in festa da tempo. Intorno alle due sono arrivati i calciatori: megafoni in mano, Dimarco, Barella e Lautaro hanno guidato i cori insieme alla folla, mentre l’entusiasmo è cresciuto ancora. La festa è proseguita fino a notte inoltrata, con la città completamente colorata di nerazzurro.
Tra i momenti simbolici anche l’omaggio di Thuram nello spogliatoio, che ricrea la celebre immagine di Kobe Bryant del 2001. Una citazione suggestiva, tra celebrazione e memoria. I festeggiamenti, in casa nerrazzurra, sono appena iniziati, per un titolo meritato a conti fatti per quanto visto in campo, dato che né Milan né Napoli sono riusciti a stare al passo dei nerazzurri, sempre più destinati allo scudetto dopo il 5-2 sulla Roma. Per arricchire ulteriormente questo dolce finale di stagione, però, c’è ancora una finale di Coppa Italia da conquistare.