Domanda da un milione di dollari. Che cosa è peggio di essere l'eterno secondo? Facile: essere l'eterno terzo. Alexander Zverev sembra portarsi sulle spalle questa etichetta. Proprio quando Carlos Alcaraz - numero due al mondo - è fermo ai box di fatto per tutta la stagione sulla terra rossa, il tedesco non è mai riuscito a portarsi a casa un bel trofeo. Complice il momento d'oro di Jannik Sinner, che da Doha non ha più sbagliato una partita. Ma forse è anche un problema di atteggiamento. Basti pensare alle sue dichiarazioni dopo la sconfitta contro il nostro Luciano Darderi a Roma.
Zverev ha perso ed è stato ancora una volta umiliato da un giocatore che è fuori dalla top Ten. Ma almeno questa volta non è stato sconfitto da Sinner. Invece che prendersela con sé stesso, il tedesco si è lasciato andare a uno sfogo tipico di un bimbo alle prime armi con la racchetta: se l'è presa con il terreno di gioco. E in più - spavaldo - ha dato appuntamento all'altoatesino al Roland Garros: il suo ennesimo tentativo per portarsi a casa il primo grande Slam della sua carriera. "Sono sempre stato convinto di poterlo battere. Devo credere di esserne capace. Devo crederci, altrimenti potrei anche regalargli il trofeo senza nemmeno giocare il torneo”, ha detto il numero 3 al mondo.
A rimetterlo in riga ci ha pensato Adriano Panatta. "Ormai Zverev per principio non lo guardo più, mi ha stufato, tanto so quello che fa - ha spiegato la leggenda azzurra -. È capitato a tutti di vincere il primo set e perdere il secondo al tie-break con match point a favore, ma poi non è che nel terzo proprio non giochi. Non ho capito, fa i capricci come i bambini?".