"È talmente completo sotto tutti i punti di vista che non puoi dire ‘Mi ha dato fastidio quella cosa’". Andrea Pellegrino ha lasciato gli Internazionali d'Italia con la consapevolezza di aver vissuto il torneo più importante della sua carriera.
Essere arrivato agli ottavi di finale, dopo aver superato Arthur Fils e Frances Tiafoe, è un ottimo risultato per il 29enne pugliese, che però contro il numero uno al mondo non ha potuto nulla, uscendo dal campo comunque tra gli applausi del pubblico del Centrale. In conferenza stampa ha poi spiegato cosa significhi affrontare Jannik, rispondendo subito alla domanda su quale fosse stata la cosa più difficile da gestire nel tennis di Sinner: “Tutto!”.
Pellegrino e Sinner, guarda qui il video su Youtube
Poi il tennista azzurro ha spiegato meglio il concetto, sottolineando soprattutto la completezza del gioco dell’altoatesino: "Non c’è una cosa specifica che mi abbia dato fastidio, nel senso che è talmente completo sotto tutti i punti di vista che non puoi dire ‘Mi ha dato fastidio quella cosa’ — ha aggiunto — Jannik serve in maniera incredibile, soprattutto nei momenti importanti. Ha una percentuale di prime impressionante rispetto a tutti gli altri giocatori con cui ho giocato e secondo me quella fa davvero la differenza”.
Ma più ancora del tennis, a colpirlo è stata la mentalità del campione italiano: "Parliamo di un ragazzo di 24 anni che ha vinto cinque Masters 1000 di fila e non perde una partita o un set da tre mesi, è qualcosa fuori dal normale — ha concluso — Forse da fuori la gente non si rende conto di quanto sia difficile competere ogni giorno. Lui invece anche in quei momenti riesce comunque a tirare fuori il meglio di sé. E penso che quello sia un talento che ha solo lui al mondo”.