Jannik Sinner si avvicina a un obiettivo che ha quasi il sapore della storia: la doppietta Roma-Parigi, riuscita l’ultima volta a un italiano nel 1976 con Adriano Panatta. Un traguardo che inevitabilmente accende confronti e aspettative, ma che trova anche un’analisi lucida nelle parole di Boris Becker. Il 24enne di Sesto Pusteria sta vivendo un momento di forma straordinario sulla terra battuta, e proprio questo ha spinto Becker a intervenire sul suo percorso.
L’ex campione tedesco, uno che di Slam se ne intende, non ha dubbi sulla portata di quello che sta facendo l’azzurro. “È la parola giusta: storico”, spiega Becker, riferendosi alle ultime imprese di Sinner. “Sulla terra quello che sta facendo sembra normale, ma non lo è — ha aggiunto — C’è un solo giocatore che ha vinto tre Masters 1000 consecutivi su questa superficie, ovvero Nadal”. Il punto centrale, secondo Becker, non è tecnico ma mentale. La continuità con cui Sinner riesce a ripartire dopo una vittoria importante è ciò che lo distingue dal resto del circuito: “Il 95% dei giocatori dopo un torneo come Montecarlo perderebbe un po’ di focus. Lui invece si resetta subito”.
È qui che, per l’ex numero uno del mondo, si vede la differenza tra un ottimo giocatore e un campione destinato a restare. Non è solo questione di colpi o preparazione, ma di equilibrio mentale nel gestire pressione e aspettative. Il paragone con i grandi del tennis, inevitabilmente, entra nel discorso. Becker cita Novak Djokovic come termine di riferimento, ma invita alla cautela: “Per seguire Novak bisogna restare a questo livello per dieci anni — aggiunge — In questo momento sta andando in quella direzione, ma deve costruire il suo percorso”.
Intanto Sinner si prepara al Roland Garros con un calendario particolare, che potrebbe prevedere anche un periodo di stop prima di Wimbledon. Una scelta che Becker non boccia, anzi approva: “Non è una macchina, ha bisogno di recuperare”. A Roma, intanto, l’azzurro ha mostrato anche un lato diverso, più leggero. “Si stava godendo il momento”, racconta Becker, ricordando una finale in cui Sinner è apparso sorprendentemente rilassato. Ora lo sguardo è su Parigi, dove i nomi da battere non mancano: da Alexander Zverev a Casper Ruud. Ma per Becker c’è un dettaglio che può fare la differenza più di tutto: la percezione degli avversari: “I suoi coetanei spesso entrano già battuti — dice — mentre i più giovani giocano liberi”. E in questa dinamica, secondo il tedesco, Sinner ha già trovato una delle sue armi più forti.