Sembra fatta, sul 5-1 del terzo set e con i primi due già portati a casa agilmente sul 6-3 e 6-2 la partita aveva un destino quasi già scritto. E quel quasi ha fatto la differenza. Perché Jannik Sinner è stato avvolto da un malessere fisico inaspettato che lo ha costretto prima a ritirarsi negli spogliatoi con il suo fisioterapista per gestire conati di vomito sempre più forti e poi a rientrare in campo per non mollare il sogno di Parigi fino all’ultima goccia d’energia.
Non è servito, perché in campo non c’era più il numero uno ATP, bensì il suo fantasma. E Cerundolo ha portato a casa prima il 7-5 del terzo parziale, quindi due 6-1 in scioltezza che non hanno dato scampo al campione altoatesino. "Non ricordo l'ultima volta che mi sono sentito così debole", ha spiegato l'altoatesino ai giornalisti, rivelando di aver passato una notte agitata che ha poi condizionato la partita contro l'argentino.
Nel post-gara, Sinner ha confermato tutta la sua fragilità fisica del momento: "Non mi sono sentito molto bene in campo. Può succedere, non è capitato in un buon momento. Ci ho provato ma non ci sono riuscito, ma non stavo benissimo nemmeno prima della partita". Il momento del crack al terzo set: “Ho iniziato a sentirmi male, con poche energie e ho provato a servire. Il quarto set l’ho lasciato andare sperando di avere un po’ di energie al quinto. Il primo game è stato molto importante. Questa mattina quando mi sono alzato non mi sentivo molto bene, ho provato subito a tenere punti brevi e colpivo molto bene a inizio partita”.
Una delusione forte, nell’anno in cui il principale competitor, Carlos Alcaraz, non c’è. Sinner spiega che non è stato il caldo a metterlo ko: “Questo è lo sport. Era caldo ma non era un caldo folle, era abbastanza buono il clima. Non è successo niente dovuto al caldo. Ho giocato tanto ultimamente. Questa mattina quando mi sono alzato, ho fatto un po’ fatica ma può succeder negli Slam che a volte non ti senti benissimo”. Quindi, l’ammissione di essere anche lui, sì, un essere umano: “Oggi non avevo energie ed è una cosa che può succedere. Nessuno è un robot. Dobbiamo parlare con il team capendo cosa è meglio fare. Faremo dei controlli per essere sicuri di cosa è successo oggi con il corpo e tutto. Credo ora mi faccia bene non fare tornei. Ho vinto tre tornei importanti sulla terra, ho avuto una striscia di vittorie importante. Parigi era l’obiettivo principale della stagione, uscire non è quello che volevo. Ovviamente speriamo di essere pronti per Wimbledon, adesso dobbiamo recuperare".