Massimo Ferrari, che dal 30 settembre lascerà il ruolo di general manager corporate and finance in Webuild, è stato uno dei nomi usciti per sostituire Giorgio Furlani come amministratore delegato del Milan. Il dirigente, già del cda del Milan con Elliott e grande tifoso rossonero, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport.
"Non ho parlato con Gerry Cardinale - ha detto - però ho trasmesso alcune mie idee a manager e personalità di spessore e devo dire che sono ampiamente condivise, quello sì. Ho appena chiuso un capitolo di 15 anni di vita che ha richiesto molti sacrifici, a 64 anni ho anche altre ambizioni personali. Però il Milan è una passione e un ambiente che conosco bene essendo già stato in cda con Elliott, in un momento difficile perché eravamo sotto sanzione Uefa. Se ci fosse una sola chance la valuterei". Ferrari lascia dunque una porta aperta.
Poi, le parole sul fallimento dell'ultima stagione sportiva: Dipende "come sempre da un insieme di fattori. Forse un azionista mal suggerito, forse alcune figure troppo junior che conoscono poco il calcio, forse bisogna essere più presenti in Lega. Prendiamo anche Milanello: un tempo era all’avanguardia, deve tornare a esserlo. Oggi ci sono macchinari, per esempio telecamere a laser, che misurano lo stato dei tendini e del sistema osseo-muscolare, sono in grado di prevedere gli incidenti e indirizzare le cure". "Adesso serve un reset. L’azionista mi pare consapevole che si debba investire in una filiera nuova".
Sui possibili nomi per il futuro della società: "Non mi addentro. Dico che l’ad deve essere pagato come gli altri, fare da controllore, saper dire dei no, smussare gli angoli, far lavorare tutti ed essere il guardiano della comunicazione. Deve governare un board di gente che sappia o di conti, o di regole, o di calcio. Ci vuole un allenatore leader. E alla direzione tecnica serve qualcuno di credibile. Lo dico subito: penso che uno come Paolo Maldini ci possa e ci debba stare".
Infine, le parole sul ruolo di Ibrahimovic: "Non lo so, vedo elementi di rischio. Dico invece che mi piacerebbe coinvolgere Adriano Galliani, magari in un comitato consultivo, composto da personalità di spessore da far sentire a tutti".