Toto Wolff è orgoglioso di Kimi Antonelli come un papà lo è del proprio figlio. Il team principal della Mercedes non saliva sul podio per ritirare il trofeo riservato al team vincitore di un Gran Premio da circa dieci anni. Lo ha fatto ieri, a Monaco, dopo la quarta vittoria consecutiva del pilota italiano. "Non ho potuto evitarlo perché il membro del board con cui volevo andare doveva prendere un volo", ha provato a giustificarsi Toto, ma il sorriso con cui si è presentato sul podio vale più di ogni dichiarazione.
Wolff e Kimi hanno costruito un rapporto solido negli anni, che è passato anche attraverso momenti difficili. "Ci sono stati momenti difficili, anche nelle formule minori, ma è normale che sia così. Fa tutto parte del percorso di crescita di un pilota. Mi ricordo ad esempio gente che mi diceva, dopo la Formula 2, che sarebbe stato troppo presto farlo esordire in Formula 1, oppure altri che hanno detto che sarebbe stato troppo presto metterlo subito in una squadra grande come la Mercedes. Ma noi abbiamo sempre creduto nel nostro piano", ha detto il team principal austriaco. Che un anno fa ha avuto il coraggio di sostituire Lewis Hamilton con un 18enne italiano. Ora, i successi di Kimi gli danno ragione e Toto, consapevole di quanto sia difficile mantenersi a quel livello nel tempo, vuole fare di tutto per proteggere il suo pilota.
"C'è un bel vantaggio, è vero. Ma restiamo con i piedi per terra perché l’anno è ancora lungo. Non fate troppo casino per lui lì in Italia, continuiamo con molta umiltà perché le gare possono andare male. C’è il sogno, certo, ma anche tanto lavoro ancora da fare", avverte. Se vogliamo che Antonelli rimanga su questi livelli, sarà meglio ascoltarlo.