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Eloy Room, impresa mondiale: una leggenda in 15 parate

di Claudio Savelli lunedì 22 giugno 2026

3' di lettura

È un grande classico che i portieri delle piccole Nazionali diventino i supereroi dei Mondiali. Vengono subissati di tiri dai grandi campioni e, non appena ne parano una manciata, entrano in trance agonistica, in quello che i padroni di casa americani chiamano “la zona”, ovvero uno stato di totale immersione e connessione con l'attività che si sta svolgendo. Quando un atleta è in questo flusso, agisce in modo istintivo e fluido: il tempo sembra rallentare, la concentrazione è assoluta e le prestazioni raggiungono il massimo potenziale. È capitato al 40enne Vozinha di Capo Verde nello 0-0 contro la Spagna. È ricapitato al 37enne Eloy Room, portiere di Curaçao che ha imposto lo 0-0 all’Ecuador. Ma se nel caso di Vozinha l’eroismo era più nel personaggio e nell’avversaria che non nella prestazione, in quello di Room c'è solo mestiere: sono infatti 15 le parate compiute contro l’Ecuador ed è il numero più alto mai registrato ai Mondiali in una partita senza supplementari. Una in più e avrebbe eguagliato il record di Tim Howard in Belgio-Usa dei Mondiali 2014 che arrivò a 16 con i supplementari.

Non va misurata solo la quantità di interventi (praticamente una ogni 6 minuti di gioco), ma anche la qualità. E quella del portiere del Miami Fc (non l’Inter Miami di Messi ma l'altro che gioca in serie B americana) e della nazionale curazaiana contro l’Ecuador è alta, molto alta, se è vero che i gol attesi (xG) evitati sono stati oltre 3 (3.12 perla precisione). Eroe per caso? Niente affatto. Room è un portiere di categoria che ha passato tutta la carriera in Europa, d’altronde è olandese e rappresenta Curaçao dal 2015 per via delle origini paterne. Non è un giocatore improvvisato come siamo soliti pensare quelli delle piccole Nazionali che, in realtà, muovono uno scouting strutturato verso i “nati in Europa”. Tra Vitesse, Go Ahead Eagles e Psv, si è fatto valere, e solo perché non ha giocato nella stagione 2024/25 con il Bruges è andato a cercare fortuna negli States. Nei sei mesi che ha passato da svincolato prima del trasferimento in Florida ha lavorato con un preparatore atletico e un allenatore dei portieri pagati di tasca sua. In abbinamento, tanto padel perché «allena i riflessi e il cardio». Room non è nuovo a prestazioni del genere. Tre anni fa, dopo un’amichevole tra Curaçao e Argentina, Messi si congratulò con lui: senza tutte quelle prodezze, sarebbe finita molto peggio che 7-0 per l’Argentina.

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Stavolta Room non ha dubbi, «la parata più importante è stata la prima» su Valencia che calciava da pochi passi dopo un manciata di minuti perché «se fosse entrata, sarebbe stata una partita difficile». Le parate si pesano, magari come «la statua che penso di meritarmi a Curaçao»: scherzava ma non troppo, Room, anche perché passavano di lì per i festeggiamenti il re e la regina d’Olanda, Guglielmo Alessandro e Maxima, che indossava una maglia dell’ex colonia (25 dei 26 convocati sono nati nei Paesi Bassi). E metti che, travolta dall’entusiasmo, stanzi qualche fondo per la statua... Il feeling c’è: «Maxima mi ha dato un piccolo bacio... Spero che mia moglie non senta questa intervista!», ha infine sorriso Room. La più piccola partecipante di sempre ha ottenuto il suo primo punto e ci propone una morale del Mondiale allargato: con queste Nazionali si ride e si scherza fuori dal campo, ma in campo sono squadre organizzate che meritano di essere prese sul serio.

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