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Mondiali 2026, l'Iran lascia un bigliettino negli spogliatoi: la sfida agli americani

di Lorenzo Pastuglia lunedì 22 giugno 2026

2' di lettura

L'Iran resta in corsa ai Mondiali 2026 dopo lo 0-0 ottenuto contro il Belgio a Los Angeles. Un pareggio che lascia aperta ogni possibilità di qualificazione per la nazionale asiatica, che si giocherà il passaggio del turno nell'ultima sfida del girone contro l’Egitto. Al termine della gara, però, a far parlare non è stato soltanto il risultato. Nello spogliatoio del SoFi Stadium, i giocatori iraniani hanno lasciato un messaggio scritto a mano su un post-it, accompagnato dagli hashtag #168 e #minab.

Il testo recita: "Dall'antica Persia di migliaia di anni fa al civilizzato Iran di oggi, lo spirito dell'Iran rimane vivo e saldo, #168 #minab — parte del test o— Siamo venuti a Los Angeles con orgoglio, abbiamo gareggiato con onore e ce ne andiamo con dignità. Grazie, Los Angeles, per la tua ospitalità. E grazie a ogni iraniano che ha dato il proprio cuore, la propria voce e la propria anima per l'Iran durante questi 180 minuti. Che la pace, il rispetto e l'amicizia possano prevalere tra tutte le nazioni”.

Le parole richiamano il senso di appartenenza nazionale e il desiderio di dialogo tra i popoli, ma l'attenzione si è concentrata soprattutto sui due hashtag. #168 e #minab sono infatti utilizzati in Iran per ricordare le 168 vittime dell'attacco aereo statunitense che, il 28 febbraio scorso, colpì la scuola elementare Shajareh Tayyebeh nella città di Minab, nel sud del Paese. La maggior parte delle persone uccise erano bambini. Il legame tra sport e politica è emerso anche prima del calcio d'inizio. Durante l'inno nazionale iraniano dagli spalti sono arrivati numerosi fischi, superiori agli applausi. Un segnale delle profonde divisioni che attraversano la comunità iraniana, anche lontano dai confini del Paese.

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