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Figc, Malagò eletto presidente. Nazionale, verso il ritorno di Mancini come ct

lunedì 22 giugno 2026

2' di lettura

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Figc. È stato eletto con il 68,58% dei voti dall'assemblea Figc. L'unico altro candidato, Giancarlo Abete, si è fermato al 29,17% delle preferenze. Subito dopo la vittoria, l'ex numero uno del Coni ha dichiarato: "È veramente molto profondo ed emozionante il senso di responsabilità, da solo non posso fare niente con voi possiamo fare tutto, grazie a tutti". Insomma, tanto entusiasmo. Ma arrivano già le prime polemiche.

Infatti, se come è stato più volte dichiarato l'obiettivo è quello di ricostruire una Federazione alle prese con la terza esclusione consecutiva dai Mondiali, era più che legittimo aspettarsi una rivoluzione anche nel consiglio federale, che invece è stato riconfermato in blocco: Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta per la Serie A; Antonio Gozzi per la Lega B; Giulio Gallazzi per la Lega Pro; Ilaria Bazzerla, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giuliana Tambaro per la Lega Nazionale Dilettanti. In rappresentanza degli atleti Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama, mentre per i tecnici Giancarlo Camolese e Silvia Citta.

Per quanto riguarda il prossimo ct della Nazionale, invece, a meno di clamorosi ribaltoni, il nome è quello di Roberto Mancini. Ora che Massimiliano Allegri è stato scelto da De Laurentis e che la candidatura di Antonio Conte ha perso quota - a causa di un ingaggio troppo elevato e un orizzonte temporale troppo lungo -, il ritorno del Mancio pare ormai certo. Dopo la sua esperienza con l'Arabia Saudita, il marchigiano non vede l'ora di tornare a Coverciano. Per l'annuncio ufficiale, però, ci sarà ancora da aspettare. 

LA SCHEDA DI MALAGÒ - Imprenditore e dirigente sportivo, Malagò assume le redini del calcio italiano un anno dopo la fine del suo terzo mandato da presidente del Coni, carica ricoperta dal febbraio 2013 (fino a giugno 2025), quando riuscì a superare alle elezioni Raffaele Pagnozzi. L'ascesa alla guida della Federcalcio arriva invece pochi mesi dopo la fine dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, che ha visto Malagò, 67 anni, ricoprire la massima carica del comitato organizzatore. Nell'ottobre 2018 venne eletto inoltre membro del Cio, nel corso della 133esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale, diventando il 22esimo italiano della storia a entrare nel consesso a cinque cerchi, il 16esimo a titolo individuale. 

Oggi al dirigente romano è affidato il compito di ricostruire una Federazione alle prese con la terza esclusione consecutiva dai Mondiali. "Il professionismo deve riconoscere il valore della base, il dilettantismo deve essere liberato da pesi amministrativi sproporzionati, le Leghe devono trovare nella FIGC un interlocutore forte ma non invasivo, e le componenti tecniche devono essere coinvolte nelle scelte che determinano il futuro sportivo del Paese", è l'indicazione nel programma di Malagò che vede una FIGC non "soltanto come autorità regolatoria" ma che sia insieme "arbitro istituzionale, motore strategico e piattaforma di servizio". 

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