“Mi è successa la stessa cosa di Sinner. Come se qualcuno mi avesse dato una martellata in testa". Claudio Pistolesi non ha dubbi nel rileggere il crollo fisico accusato da Jannik Sinner al Roland Garros. L'ex numero 70 del mondo, oggi allenatore e opinionista, torna con la memoria agli US Open del 1992, quando visse sulla propria pelle una situazione praticamente identica: ”Trovarsi avanti in quel modo e Sinner crollare così sembra quasi fantascienza — racconta nell’intervista a Fanpage — Mi ha ricordato una cosa che è successa a me agli US Open. Una situazione molto simile, causata dal caldo. Credo che Jannik non abbia voluto cercare scuse o attribuire la colpa al caldo, perché è un signore, ma secondo me c'entrava eccome”.
E ancora: “Ricordo benissimo che nel 1992 ero avanti due set e un break contro Thierry Champion — il suo racconto — Stavo giocando una delle migliori partite della mia vita sul cemento. Dominavo completamente. Anche lì c'erano oltre 40 gradi, con un'umidità mostruosa. È come se qualcuno ti desse una martellata in testa. Cominciai a barcollare”. Per Pistolesi non si tratta di un problema di preparazione atletica, ma di una reazione estrema dell’organismo: “Non riuscivo più a camminare, a respirare, a sudare in modo normale. Secondo me a Sinner è successa esattamente la stessa cosa. Ha avuto una sorta di colpo di calore. Le energie si sono spente all'improvviso. E non è una questione di preparazione fisica. Sinner è in una condizione straordinaria. Il problema è che, a certe temperature, il cervello viene sollecitato oltre il limite e smette di rispondere come dovrebbe.
L'ex azzurro ha invitato poi a considerare anche il peso psicologico che grava sul numero uno del mondo. "Bisogna considerare tutto il contesto — spiega — la tensione nervosa, il fatto di essere il numero uno del mondo, le aspettative, gli impegni continui dentro e fuori dal campo. Siamo comunque esseri umani. Tutto questo insieme, secondo me, ha presentato il conto”. Lo sguardo si sposta quindi su Wimbledon, dove Sinner difenderà il titolo conquistato un anno fa. Pistolesi resta fiducioso, pur ricordando che il percorso riparte sempre da zero: "Parliamo di uno che punta a vincere Wimbledon — dice ancora — Si parla già di un bis. Se riuscisse davvero a vincerlo di nuovo, entrerebbe in un gruppo ancora più esclusivo. Ma tutto ricomincia dal primo turno. Come sempre. Bisogna partire bene, trovare il ritmo, verificare il livello del gioco e del servizio".
Sinner però "dovrà fare i conti ancora con il caldo, perché ho la sensazione che anche a Londra quest'anno le temperature saranno molto elevate”. Secondo l’ex tennista, infine, il tennis italiano “forse sta addirittura raggiungendo o superando il calcio per numero di praticanti — conclude — È un successo straordinario. Ci vorrebbe quasi un arco di trionfo per celebrare quello che il tennis italiano è riuscito a costruire, sia dal punto di vista sportivo sia da quello organizzativo. Penso alle Finals, agli Internazionali d'Italia che continuano a crescere, all'espansione dell'area del Foro Italico, ai Challenger, alla Coppa Davis. Chi avrebbe immaginato di vedere un campo da tennis allestito dentro lo Stadio dei Marmi? Stiamo vivendo qualcosa di speciale, quasi un sogno a occhi aperti".