Nei gialli italiani il Sud non è mai innocente. Troppa luce, troppa bellezza, troppo mare: materiale perfetto per nascondere un mistero, un corpo, un killer. Senza il timore di attraversare gli stereotipi del gusto e dell’immaginario — cannoli e babà, pizza, camorra e colpi di lupara — il nuovo giallo meridionale porta il lettore da Catania a Palermo, da Bari al Salento, da Napoli a Capri, fino a Matera e alla Sardegna. Luoghi famosi in tutto il mondo, mete del turismo estivo che sulla pagina si tingono dei colori del mistero tenendo a mente la lezione di Fruttero & Lucentini: ricorrere al genere per smontare una città e i suoi tic sociali, parlando al cuore dei lettori. In questo giro d’Italia, la Sicilia è il laboratorio per eccellenza. Dopo la scomparsa di Camilleri è partita la grande caccia all'erede del commissario Salvo Montalbano. A Catania c’è Cristina Cassar Scalia che ha imposto Vanina Guarrasi - il vicequestore della Mobile, ruvida, sentimentale e golosa quanto basta - che nel nuovo libro Le terme dell’Indirizzo (Einaudi), affronta l’omicidio di un clochard.
GRAFOLOGHE
Restando in città, Nunzia Scalzo sposta l’indagine dalla pistola alla carta. Ne Il ragno nella tela (Feltrinelli), torna Bea Navarra, grafologa forense, chiamata da una baronessa mentre Palermo ha in Salvo Toscano uno dei suoi interpreti più solidi. Con Il rogo dell’angelo (Newton Compton, in uscita il 21 luglio), tornano i fratelli Corsaro: Roberto, avvocato penalista, e Fabrizio, cronista di nera. Stavolta il caso parte da un rogo che devasta la baracca di un’immigrata rumena. Il giallo diventa così anche romanzo sociale: non una Palermo da cartolina, ma una Sicilia nervosa, in cui tribunali, redazioni, campagne e omertà quotidiane finiscono nella stessa catena di sangue.
Infine, Maria Elisa Aloisi con L’isola degli inganni (Mondadori). A Filicudi sbarca l’avvocata Ilia Moncada, invischiata nel caso della scomparsa misteriosa di una ragazza nella notte di San Giovanni, proprio quando le streghe consegnano un fiore magico al Diavolo in persona. La Puglia offre decisamente un’altra temperatura. In primo piano c’è Giorgia Lepore, che con Gerri Esposito, ispettore della Mobile di Bari, ha dato alla regione un investigatore riconoscibile anche fuori dalla pagina, grazie alla serie Rai, Gerri. Con Forse è così che si diventa uomini (Edizioni e/o), vincitore del Premio Scerbanenco 2025, Lepore racconta ragazzi ai margini, identità, infanzia violata e un passato che, inesorabilmente, ritorna. Gabriella Genisi, dopo avere reso popolare Lolita Lobosco, con La Specchia del diavolo (Nero Rizzoli) punta su Chicca Lopez in Salento: dimenticate la terra degli aperitivi e delle masserie di charme, qui contano campagna, superstizione e ombra.
Ancora più aspro è il Salento di Omar Di Monopoli con Il santo degli assetati (NN editore): siamo lontani dalla cartolina, in un Sud intriso di siccità e clan, come un western mediterraneo.
Un mondo arido in cui la violenza sembra evaporare direttamente dal paesaggio. A Napoli il nome inevitabile è Maurizio de Giovanni, che attorno alla sua città e i suoi colori ha costruito un intreccio di personaggi bestseller: Ricciardi, i Bastardi di Pizzofalcone, Sara Morozzi e Mina Settembre. Con Figli (Einaudi), la squadra dei poliziotti di Pizzofalcone non rinuncia al folklore partenopeo e con un’indagine attraversata dalla genitorialità, conferma la forza di un universo narrativo in cui il delitto non è mai solo un caso da risolvere, ma una ferita che riguarda famiglie e interi quartieri.
Luca Ventura rompe l’idillio dell’isola più amata dagli stranieri visto che in Giallo Capri (Giunti) entra in scena Enrico Rizzi alle prese con il suo primo omicidio e il paradiso per turisti diventa un luogo da incubo.
Più luminosa solo in apparenza è la Costiera di Antonio Lanzetta. Con Delitto al concerto di mezz’estate (Newton Compton, in uscita il 21 luglio), debutta la veterinaria Eva Starace che si troverà alle prese con piccoli misteri e indagini in luoghi da sogni, incrinati da misteriosi incidenti. E poi eccoci a Matera, con Imma Tataranni di Mariolina Venezia. In Come piante tra i sassi (Einaudi), il caso di un ragazzo accoltellato si allarga dentro una Basilicata arcaica sotto la patina della modernità. Qui il giallo scende in profondità perché ogni verità va scavata e più giù, in Calabria, il nome da citare resta Mimmo Gangemi, con quel Giudice meschino (Einaudi) che porta Reggio, magistratura e ’ndrangheta dentro un noir dal sapore civile.
MISTERI SARDI
Infine, a bordo di un traghetto sbarchiamo in Sardegna, mentre il giallo cambia luce e diventa più aspro. Piergiorgio Pulixi, con Il nido del corvo (Feltrinelli), sceglie la Penisola del Sinis: una donna scomparsa, un cellulare che si riaccende dopo mesi, una mano femminile ritrovata come firma macabra. Qui il paesaggio è tagliente, i silenzi pesano e la bellezza sembra nascondere qualcosa invece di promettere evasione. Accanto a lui, Francesco Abate con I delitti della salina (Einaudi) sposta il giallo nella Cagliari d’inizio Novecento: Clara Simon sogna di fare la giornalista mentre un cadavere nella salina apre una storia dal sapore civile, fra emancipazione femminile, cronaca e diseguaglianze. Da una regione all’altra inseguendo la linea della palma, il Mezzogiorno letterario non è più una cartolina da spedire agli amici, ma una mappa del tesoro al contrario: più si cerca la bellezza, più affiorano le colpe. Il risultato è Sud magnifico, magnetico e sospetto, in cui il delitto rende più interessante la vacanza.