Novak Djokovic sembra aver accettato la sconfitta nella semifinale di Wimbledon contro Jannik Sinner. Il serbo si è arreso in soli tre set. Ma è anche consapevole del divario anagrafico che lo separa dall'attuale numero uno al mondo. "Penso alla mia età? Penso a giocare un buon tennis - ha spiegato Nole -. Sono le persone a ricordarmi l’età. E se non lo fanno loro, ci pensa il mio corpo. Cerco di sfruttare ogni minimo vantaggio possibile per riuscire a competere ancora al più alto livello con i più giovani. Il corpo ovviamente risponde in maniera diversa ora, è biologia. Ho giocato per più di 20 anni al livello più alto e impiego molto più tempo per recuperare. Dopo il quarto di finale contro Felix Auger-Aliassime di cinque ore e 15 minuti, non sono riuscito a recuperare come avrei voluto in vista della semifinale. Non voglio togliere nulla ai meriti di Sinner, che ha vinto il torneo, ma ora è diverso per me".
E ancora: "Uno dei motivi per cui continuo a giocare è l’energia del pubblico. Non potrò mai ringraziare abbastanza le persone per il rispetto che mi stanno mostrando negli ultimi anni in tutto il mondo. Mia moglie è la mia roccia e senza di lei sarebbe stato impossibile realizzare tutto questo. Non è facile perdere gli eventi importanti della famiglia. Ora sto cercando un equilibrio diverso, ed è per questo che non gioco tanto quanto prima. Voglio essere il migliore marito, padre, fratello e figlio possibile. Sento di avere ancora qualcosa da dimostrare? Sì, soprattutto a me stesso. Voglio dimostrare a me stesso che posso sempre essere una versione migliore di me stesso rispetto a ieri”.