La Roma ha deciso di lasciare Greenwood perché si è auto-imposta un tetto ingaggi, come ha spiegato Gasperini in conferenza, nell’idea di avere sia un equilibrio finanziario sul costo della rosa sia un equilibrio di spogliatoio. Perché non è carino che l’ultimo arrivato guadagni di più, molto di più, «di chi ti ha portato in Champions League»: possono nascere dei problemi e non è il caso nel calcio che ci sta ricordando che il gruppo conta più del singolo. Dunque la virata su Crysencio Summerville, 24 anni, olandese di proprietà del West Ham fresco di retrocessione ma ugualmente duro da convincere vista la ricchezza pari ai club di Premier League. Il motivo è che Summerville pretende meno di ingaggio: attorno ai 3 milioni netti, mentre Greenwood voleva almeno il doppio. Dunque meno di Malen, Mancini e Hermoso, vicino a Dovbyk (che chiede di rimanere), Koné, Cristante, Ndicka, Dybala “rinnovato” a 2,5 milioni netti e Svilar.
Sono peraltro gli stessi per i quali a breve firmerà Pellegrini. Alla Roma non spaventa il costo del cartellino, quello si ammortizza se sul giocatore c’è un progetto tecnico come quello di Gasperini, così i Friedkin hanno prima dato l’ok a un’offerta da 40 milioni più 5 di bonus e poi a una da 42 milioni più 5. Si sta salendo fino a sfiorare i 50 richiesti dal West Ham con fiducia per chiudere e consegnare finalmente a Gasp il primo rinforzo sulla trequarti dei due richiesti (l’altro, nei sogni, è Garnacho). Un colpo importante che iscrive la Roma al mercato delle “altre big” che stanno pedalando più delle storiche big. Il Como che ha già piazzato sei colpi ora punta altri italiani dopo Liberali per migliorare le liste. E siccome serve un centravanti diverso da Douvikas, dal momento che Morata ha deluso, ha preso contatti con l’entourage di Kean.
Contrariamente a quanto si possa pensare, Paratici non ritiene esistano incedibili nella Fiorentina, se l’offerta è giusta (attorno ai 40 milioni), anche perché la Viola finora ha già speso 80 milioni per Oulai, Atta, Viery e Fabbian, senza considerare i riscatti di Dragusin e Jimenez. Si muovono le nuove big assieme al Milan che ha già sborsato oltre 100 milioni per Ramos e Gila, mentre Inter, Napoli e Juventus sono sostanzialmente ferme. I motivi sono diversi: l’Inter deve sostituire giocatori che pesavano poco e rendevano molto, quindi sta ponderando i margini di manovra nel costo rosa; il Napoli ha almeno una decina di esuberi da vendere e aspetta le indicazioni di Allegri per aprire il bazar; la Juventus deve muoversi con cautela per non appesantire il costo rosa e si è data come priorità Dibu Martinez e la punta, con l’idea di anticipare Pellegrino a Kolo Muani proponendo al Parma uno scambio di prestiti con il nuovo arrivato Ekhator (lesione di basso grado alla coscia, tre settimane di stop). Intanto è girata la voce per cui l’Al Hilal di Simone Inzaghi sarebbe interessato a Bastoni ma, appunto, è solo una voce. E a farla girare non sono stati certo i club e nemmeno il giocatore.