"Il problema non è Andrea Pirlo, ma Paolo Maldini". È questa la tesi sostenuta da Fabrizio Roncone in un duro editoriale pubblicato sul Corriere della Sera, dedicato alla candidatura dell'ex regista azzurro come possibile commissario tecnico della Nazionale. Secondo il giornalista, il vero ostacolo sarebbe l'insistenza con cui Maldini continua a sponsorizzare l'amico Pirlo, nonostante i dubbi tecnici e le polemiche che accompagnano il suo nome. Roncone sostiene che il nuovo presidente della Figc, Giovanni Malagò, dovrebbe prendere una posizione netta, ma che una bocciatura di Pirlo rischierebbe di provocare l'addio dello stesso Maldini dopo appena poche settimane nel ruolo di direttore tecnico federale e presidente del Club Italia. Una situazione che, secondo l'editorialista, starebbe condizionando una scelta fondamentale per il futuro della Nazionale.
Nell'analisi trovano spazio anche le perplessità sul percorso da allenatore dell'ex centrocampista. Roncone ricorda come la sua esperienza in panchina sia stata breve e non sufficiente, a suo giudizio, per guidare una squadra chiamata a rilanciarsi dopo anni complicati. Viene inoltre citata la tesi presentata da Pirlo nel 2020 per conseguire il patentino Uefa Pro, nella quale indicava come modelli di riferimento il Barcellona di Cruijff e Guardiola, l'Ajax di Van Gaal, il Milan di Ancelotti e la Juventus di Conte.
L'editoriale affronta poi il capitolo extra-campo. Roncone richiama la scelta di Pirlo di diventare, nell'ottobre 2025, global ambassador del bookmaker russo Fonbet e la successiva partecipazione a un evento calcistico organizzato a Mosca, episodi che hanno alimentato critiche anche sul piano politico. Tra le reazioni viene ricordata quella del presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha definito l'eventuale nomina dell'ex campione del mondo "un salto nel buio".
Infine, il giornalista solleva anche il tema del possibile conflitto d'interessi legato ai figli di Maldini e Pirlo, Christian e Nicolò, che hanno intrapreso la carriera di procuratori sportivi. Pur non essendo ancora iscritti all'albo, Roncone evidenzia come la normativa federale disciplini l'incompatibilità tra alcuni incarichi ricoperti in Figc e l'attività dei familiari nel settore degli agenti. Da qui la conclusione dell'editoriale: Malagò, secondo l'autore, dovrebbe decidere in piena autonomia, senza lasciarsi condizionare né dal peso di Pirlo né da quello di Maldini.