"Volevo levarvi un po' di fatica e anticiparvi sulla mia vicenda di tre anni fa. Credo che allora ci fu una mancanza di comunicazione con il presidente Gravina e se ci fossimo parlati a quattr'occhi sarebbe cambiato tutto". Inizia così la conferenza stampa del ritorno in Nazionale di Roberto Mancini, di nuovo ct dell'Italia a poco meno di 3 anni dal suo improvviso addio.
LA DONNA DELLA VITA - Alla fine di agosto del 2023 l'allenatore che aveva guidato gli azzurri al successo agli Europei del 2021, scottato dal flop delle qualificazioni mondiali di un anno prima, con il ko nei Playoff contro la Macedonia del 2022, preferì volare in Arabia Saudita. "Sono molto dispiaciuto, per me la maglia e la Nazionale sono importanti", sottolinea il Mancio. "Ho perso la donna della mia vita e ho commesso qualcosa che non andava fatto, di questo mi dispiace tanto. La sorte e il presidente Malagò mi hanno dato la possibilità di rifarmi e cercherò di portare l'Italia dove merita". Il miglior modo di farsi perdonare dai tifosi, aggiunge, è "far giocare bene la squadra".
FIDUCIA NEI GIOVANI - "Penso che ci siano dei giocatori bravi in Italia, giovani. Io credo solo che bisogna dargli fiducia, farli giocare perché poi un ragazzo giovane magari fa un po' di fatica, ma in tre mesi può cambiare totalmente", sottolinea Mancini. "Se voi ricordate, Zaniolo, quando venne la prima volta da noi, non aveva giocato neanche in serie B o in serie A. Venne da noi e il primo raduno fu in difficoltà perché era molto giovane... Dopo tre mesi, al secondo raduno era un altro giocatore. Quando hai giocatori giovani, bravi, con qualità, con tecnica devi dargli fiducia e farli giocare".
IL PESO AZZURRO - "Sono molto felice, credo che sentiamo tutti il peso della responsabilità, dovuta forse ai tre Mondiali a cui non ci qualifichiamo o al fatto che sono vent'anni che non giochiamo una partita a eliminazione diretta a un Mondiale", sottolinea il presidente della Figc Giovanni Malagò, il grande protagonista di questi ultimi deliranti giorni azzurri, con il valzer dei ct (Andrea Pirlo, scelto un po' controvoglia e saltato per il caso "soldi russi") e dei direttori tecnici (Paolo Maldini e l'advisor Leonardo che hanno mollato dopo lo stop su Pirlo). Sulla pressione mediatica e l'attenzione attorno agli azzurri, Malagà sottolinea: "Il calcio coinvolge tutti a qualsiasi livello. Questa grande lente d'ingrandimento e la passione della gente sono il bello del nostro Paese".
IL MESSAGGINO DI GIGIO - "Ieri sera mi è arrivato un messaggino da Gigio Donnarumma, penso dal viaggio di nozze, e diceva: pres, scelta perfetta, era quello che volevamo", ha rivelato poi Malagò riguardo al consenso avuto anche dal portiere della nazionale sui nomi di Mancini e Ranieri. Malagò ha anche detto che un simile messaggio di approvazione gli è stato inviato sempre ieri sera dal suo predecessore, Gabriele Gravina.
RANIERI E I BIMBI - Il più emozionato appare Claudio Ranieri: "Per me l'Italia è il coronamento di una carriera, è una cosa bellissima che non credevo potesse accadere. Sono orgoglioso, ci sarà da lavorare tantissimo in una situazione difficile ma la mia carriera da allenatore la dice lunga sulle difficoltà incontrate. È un compito arduo, mi preme far rinnamorare gli italiani della nazionale e permettere ai bambini di rivedere la nazionale ai Mondiali, come ad esempio mio nipote di 12 anni".