È un’amichevole a tensione zero, quella di Hong Kong tra Inter e Manchester City, ma per un ragazzo dell’Under 23 presentarsi davanti a Gigio Donnarumma e tirare un rigore in serenità vorrà pur dire qualcosa. Vuol dire che le seconde squadre, se ben gestite, funzionano e formano diversi prospetti pronti al salto nel calcio dei grandi, magari nella stessa Inter, in questo caso. Mosconi e Lavelli, i due attaccanti subentrati nella ripresa che stanno sostituendo la Thu-La, firmano i due rigori che consegnano all’Inter una vittoria che fa bene al marketing in oriente e al morale dei diretti interessati ma anche dell’intero gruppo nerazzurro che ora si sposterà a Perth, Australia, per sfidare Milan (mercoledì 5 agosto) e Juventus (sabato 8 agosto). Vero che nell’ultima mezz’ora, quando sia Chivu sia Maresca inseriscono i giovani aggregati alla prima squadra, è il City a farsi preferire, spingendo l’Inter a difesa della propria area di rigore. Ma i ragazzi nerazzurri sembrano gestire senza ansie anche questo tipo di difficoltà, supportati certamente dai pochi leader rimasti in campo nel finale, su tutti un ottimo Provedel all’esordio e un Bisseck fresco di rinnovo e sempre più responsabilizzato verso la categoria “giovani” a cui non appartiene più. Insomma la ragione per cui l’Inter conduce un mercato diverso dalle altre grandi italiane è anche questa presenza di risorse in più da valutare: Marello, ad esempio, ha solo 18 anni ma mostra enormi prospettive come quinto e potrebbe anche completare la batteria di esterni, evitando al club una spesa per un giocatore di cui non si è sicuri.
L’idea di fondo è investire solo per dei giocatori che arrivano per essere titolari e alzare il livello. Lo ha spiegato anche Chivu: molti l’hanno presa come una critica, invece era semplicemente una spiegazione. È il caso di Curtis Jones, considerato dal club nerazzurro quel “di più” che farebbe fare il salto di qualità non solo al centrocampo ma a tutta la squadra. E il fatto che l’Inter lo valuti 35 milioni nonostante sia in scadenza di contratto tra un anno e non abbia alcuna intenzione di sedersi a discuterne con il Liverpool, fa capire che il mercato nerazzurro è basato sull’investimento mirato. Lo era Palestra, potrebbe essere Jones. Se questa occasione non c’è, allora si procede a rinforzare la rosa tramite operazioni intelligenti come può essere quella di Stones. È una questione di gestione e valorizzazione delle risorse che già ci sono. L’Inter è capace di prendersi tempo per soppesare le potenzialità di chi ha già in rosa e può passare da un ruolo marginale a uno da protagonista. È il caso di Diouf che sta offrendo conferme come quinto di fascia, potrebbe essere il caso di Pavard, consapevole di dover convincere l’Inter a perdonarlo, altrimenti la sua carriera prenderà la piega discendente. Ed è un segnale l’ottimo primo tempo condito con il gol dell’1-1 che sarà il risultato finale (di Mubama la rete che apre le danze per il City).
DISCRETO RITMO
Nel primo tempo in cui le formazioni sono vicine a quelle titolari, al netto dell’assenza di Lautaro e Haaland, oltre dei due ex Akanji e Stones, si può apprezzare un discreto ritmo. Per essere il primo di agosto in quel di Hong Kong con un tasso di umidità che supera il 90%, Chivu e Maresca possono sicuramente ritenersi soddisfatti. In casa nerazzurra spiccano in due: il già citato Diouf che si farà anche saltare da Semenyo nell’uno contro uno che porta al gol ma anche un terzino classico sarebbe stato saltato, e davanti è già un fattore, crea sempre superiorità e occasioni. E Stankovic che mostra una dote di lettura degli spazi rara, un’invidiabile capacità di intuire le occasioni per pressare (così, intercettando un brutto disimpegno di Donnarumma, quasi segna) e una serafica abilità nel passare il pallone di prima. Così Chivu a fine test: «Emergenza a destra? Dipende come la metti, magari ci manca a sinistra. Il mercato è ancora lungo...».