Il più grande rimpianto? Per Fabrizio Ravanelli ha un nome e un cognome: Gianluigi Donnarumma. L'ex attaccante della Juventus ha svelato un retroscena che risale a quando il portiere della Nazionale era appena un ragazzino, spiegando di averne intuito subito il potenziale e di averne consigliato l'acquisto ai dirigenti bianconeri. Intervenuto ad AperiMercato sul canale YouTube di Tuttosport, Ravanelli ha raccontato: "C’era un portiere che potevamo prendere, Donnarumma, ed era incredibile". Poi il ricordo di quel provino che lo colpì immediatamente: "Aveva 12 anni e venne a provare con gli esordienti della Juventus, che allenavo — le sue parole — Era così grande, noi gli facevamo i tiri e non segnavamo mai. Per impegnarlo un po', facevo mettere i palloni al dischetto del rigore e comunque non facevano gol. Feci una relazione su questo portiere e dissi al responsabile Milani che dovevamo prenderlo assolutamente perché sarebbe stato il portiere del futuro dopo Buffon".
Per Ravanelli il rimpianto è riaffiorato anche anni dopo, quando Donnarumma lasciò il Milan a parametro zero per trasferirsi al Paris Saint-Germain: "Quando ha lasciato anche il Milan, credo che la Juve doveva intervenire in maniera importante, perché avrebbe avuto il portiere per i prossimi dieci anni”. L'ex centravanti ha poi allargato il discorso all'attuale mercato bianconero. A suo giudizio la rosa non è ancora completa e servono altri rinforzi per puntare ai vertici del campionato: "Oltre a Kessié, mi piacerebbe avere un altro difensore e un altro attaccante", ha spiegato, sottolineando anche la necessità di un portiere "che faccia la differenza".
Tra le certezze, invece, c'è Kenan Yildiz. Ravanelli è stato categorico sull'ipotesi di una cessione: "Sarebbe l’autogol più grande da fare. Bisogna ripartire da lui per ricostruire la squadra". Per l'ex attaccante il talento turco rappresenta il presente e soprattutto il futuro della Juventus, grazie a qualità tecniche, personalità e spirito di sacrificio. "È un grandissimo professionista, un lavoratore e un giocatore che non si risparmia mai in campo. Ha una grande personalità. Anche se sbaglia un dribbling, è un giocatore invendibile”. Spazio anche ai giovani Licina e Oboavwoduo, considerati promettenti ma ancora acerbi per un ruolo stabile in prima squadra. L'idea di Ravanelli è chiara: continuare a crescere alla Continassa, allenandosi ogni giorno con i giocatori più esperti, prima di compiere il salto definitivo.