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Idee, ambizioni, ritardi come stanno le otto sorelle

di Claudio Savelli sabato 15 agosto 2026

3' di lettura

Tra una settimana comincia il campionato. Tra 18 giorni finisce il mercato. Le otto sorelle si possono dividere a metà tra quelle a cui manca giusto un ultimo ritocco e quelle che devono ancora vendere e comprare una manciata di giocatori. Logico che le prime sono più concentrate sull’esordio in campo rispetto alle seconde, distratte dal mercato.

PRIME DELLA CLASSE
La differenza tra Inter e Napoli era l’eredità di queste ultime due stagioni in cui sono state rivali per lo scudetto. I nerazzurri avevano una rosa con pochissimi esuberi, così ha potuto muoversi in modo intelligente, investendo su Stankovic, spendendo poco per Provedel e Stones, e aspettando il ribasso dei prezzi di Spence e, almeno questa è la speranza, di Curtis Jones. Una rosa senza sprechi è una rosa efficiente: ecco, quella del Napoli post-Conte non lo era, con 40 giocatori in rosa, molti dei quali pagati tanto e bocciati troppo presto.
La sfortuna poi ci vede benissimo e colpisce tutti in un ruolo (Buongiorno, Beukema, Marianucci), creando esigenza di acquistare Badiashile (3 milioni di prestito più 27 di riscatto), centrale tutt’altro che affidabile. Gabriel Jesus migliorerebbe Lucca, ma non la formazione titolare.

IL SALTO EUROPEO
La Roma e il Como, pur in contesti diversi, erano chiamate a strutturarsi per la Champions. Il Como è andato dritto e forte sugli obiettivi. Non era scontato convincere Chalobah e Couto, abituati a grandi realtà, a sposare la causa di un club più piccolo: il progetto tecnico di Fabregas è attrattivo quanto il Lago. Manca il centravanti: Delap, 23enne inglese, è interessante e probabilmente più coerente rispetto a Kean. La Roma ha eseguito operazioni intelligenti, ma le manca il grande colpo sulla trequarti a sinistra. Gasperini sa che da questa operazione dipenderà il rendimento della squadra. Serve un giocatore "alla Malen", a presa istantanea: si balla tra Rodrigo Mora e Malick Fofana, ma sia il Porto sia il Lione prendono tempo. Ci vuole calma e sangue freddo per evitare ripieghi discutibili tipo Nkunku del Milan.

LE GRANDI DELUSE
Un mese per decidere chi tagliare: troppo. Ora il Milan è in ritardo e ha deprezzato platealmente Odogu, Fofana, Tomori e Nkunku. E anche per Leao sembra aver abbassato le pretese. Serviranno rinforzi, almeno tre sulla trequarti, e vanno presi tutti all’ultimo con il rischio di ripetere gli acquisti in modalità "panico" come fu proprio Nkunku un anno fa. Il Milan è disfunzionale, ha un costo rosa elevato, attorno ai 230 milioni, di una trentina superiore all’Inter, e mantenerlo tale sarà difficilissimo. D’altronde è figlio delle tante (troppe) teste che hanno accatastato giocatori senza un progetto tecnico negli ultimi anni. Ecco, la Juventus ha cercato di seguirlo, ma sul portiere il ritardo è grave, avendo pubblicamente messo alla porta Di Gregorio. Non il massimo aspettare il Psg per farsi prestare Suzuki per poi chiamarsi indietro. Lucumì può aiutare, davanti bisognava dare spessore e qualità e Kolo Muani-Alajbegovic hanno sicuramente un senso che Openda-David non avevano. Ma il costo rosa che doveva abbassarsi, si è invece alzato a oltre 260 milioni all’anno: la Uefa si sentirà presa in giro?

RINASCIMENTO BORGHESE
L’Atalanta sembra funzionare nel 4-3-3 di Sarri. Manca un regista alternativo a Gaetano, per il resto c’è tutto per tornare ai piani più alti, ammesso di riportare Scamacca a livelli adeguati. Se l’Atalanta scommette sul nuovo, la Fiorentina va all-in: formazione offensiva piena zeppa di giovani, compreso Grosso come allenatore a questo livello. Sarà fondamentale partire bene per guadagnare subito entusiasmo. Ma dal mercato deve arrivare ancora qualcosa sugli esterni d’attacco: almeno uno in rosa deve esserci.
 

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