Il vantaggio in classifica è ampio, 12800 punti contro i 7790 del tedesco Zverev e i 7160 di Alcaraz. La preoccupazione, però, comincia a montare sia in Sinner che nel suo staff. La presenza agli US Open, dopo aver rinunciato a Montreal e Cincinnati, è tutt’altro che assicurata. Il campione di Sesto Pusteria non forza. E, soprattutto, non rischia.
Il numero 1 del mondo è tornato a Torino, infatti, dopo la domenica di relax dedicata al suo compleanno e ha ripreso a lavorare sul recupero dall’infortunio al ginocchio destro. Ma gli Us Open, ultimo Slam della stagione, non sono ancora una certezza. Le ultime ore dell’azzurro: ieri mattina Sinner è stato visto al circolo della Stampa Sporting, la struttura che funge anche da base per i “maestri” durante le Atp Finals. Sul campo – si legge su Gazzetta.it - una seduta di allenamento con un obiettivo preciso: verificare le condizioni del ginocchio e capire quanto sia realmente pronto.
Poi il passaggio al J Medical, previsto per gli ultimi controlli. Sono ore decisive per stabilire il programma dei prossimi giorni. E proprio qui arriva il punto: nel team di Sinner prevale la massima cautela. Nessuna corsa contro il tempo, nessun rischio inutile per essere al via a New York. La linea è chiara. L’azzurro partirà per gli Stati Uniti soltanto se sarà al “100%”. Una condizione necessaria per affrontare il torneo senza mettere a repentaglio il recupero.
La partecipazione agli Us Open, dunque, resta in dubbio. Sinner, dopo aver vinto a Wimbledon, dunque, è ancora ai box e continua il percorso di recupero a Torino. Il problema è il ginocchio destro, che deve essere valutato sul campo e poi sottoposto agli ultimi controlli medici. La decisione finale dipenderà dalle risposte che arriveranno nelle prossime ore. Il calendario non aspetta, ma lo staff nemmeno intende accelerare. La prudenza potrebbe prevalere sulla voglia di giocare l’ultimo Slam dell’anno. New York è lì, ma la valigia per gli Stati Uniti verrà preparata soltanto quando il numero 1 del mondo sarà davvero pronto. La priorità resta una sola: evitare qualsiasi ricaduta e tornare competitivo per gli ultimi 4 mesi di un 2026 che lo ha visto protagonista e dominatore del tennis mondiale.