"Docenti sospendete questa pratica". È l'invito che il pedagogista Daniele Novara rivolge agli insegnanti, mettendo nel mirino uno dei meccanismi più utilizzati a scuola: la media aritmetica dei voti. Secondo Novara, infatti, quel calcolo rischia di penalizzare chi durante l'anno dimostra di essere migliorato. Per spiegare il concetto, il pedagogista tira in ballo Jannik Sinner: "Noi valutiamo Sinner per come era a 12 anni? No, perché nel tempo il tennista ha sviluppato i suoi miglioramenti e nessuno gli dice ‘Guarda che da ragazzo volevi fare lo sciatore e non ci sei riuscito’. A scuola è la stessa cosa".
Il ragionamento parte da un esempio concreto. "Se uno studente ha preso nell’ordine un 3, un 5 e un 7 la media aritmetica sarebbe 5 ma io invito a mettere 6, perché quello che conta di più è l’ultimo voto”. Per Novara, infatti, quella sequenza non racconta soltanto tre prestazioni diverse, ma soprattutto un percorso di crescita: "Non ha senso mettere la media perché quella successione dimostra che l’alunno ha imparato. Tu, docente, gli hai chiesto di imparare e lui lo ha fatto. Perché lo vuoi mortificare?”. Da qui l'appello agli insegnanti: "Invito tutti gli insegnanti a sospendere questa pratica — dice diretto — e a valutare gli alunni dando un peso maggiore all’ultimo voto preso che definisce se il progresso c’è stato o no".
La proposta è quella della cosiddetta valutazione evolutiva, che guarda maggiormente ai risultati raggiunti nell'ultima fase del percorso, senza trascinarsi dietro automaticamente le difficoltà iniziali. Per Novara, infatti, "liberiamo la scuola dal vincolo della media matematica, dal giudizio sull’errore che dev’essere considerato, come ci ricorda tutta la grande pedagogia, un momento di costruzione del sapere, della conoscenza, dell’apprendimento”. Il rischio, altrimenti, è quello di "focalizzare gli alunni sugli errori e togliere loro la motivazione". Al contrario, sostiene Novara, una valutazione basata sui progressi può permettere agli studenti "di motivarsi, di stare sul pezzo, di sentire la forza e il gusto dell’imparare". Un modo diverso di guardare ai voti, mettendo al centro non soltanto il risultato, ma soprattutto la strada percorsa per arrivarci.