"Qualcosa non sta funzionando". Nel ginocchio di Jannik Sinner, forse nella preparazione della stagione. Ma di sicuro, in tutto il tennis mondiale ormai diventato una gigantesca macchina da guadagni a scapito della salute dei suoi protagonisti.
A sottolinearlo, ospite della Domenica Sportiva su Rai 2, è Adriano Panatta. "Nonostante l'impegno profuso con il mio team e lo staff medico abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open quest'anno", ha annunciato qualche giorno fa via social l'azzurro, numero 1 del ranking Atp, gettando nello sconforto migliaia e migliaia di tifosi.
Ora il suo obiettivo è tornare in campo per il finale di stagione, con i ricchi tornei di Pechino e Shanghai e le Atp Finals di Torino. Meglio non rischiare di aggravare la situazione clinica del ginocchio con un ritorno frettoloso, insomma, anche se la rinuncia allo Slam americano, l'ultimo di stagione (e dove Jannik aveva vinto nel 2024), fa male.
Poi Panatta si fa serio: "Conta molto il tipo di gioco che uno fa, Nadal aveva un gioco violento e più di strappo di Federer, che era il dio del tennis. Djokovic anche aveva un fisico più elastico e dei colpi più soavi e quindi aveva meno incidenti. Qui invece parliamo di troppi infortuni: a parte Sinner e Alcaraz, abbiamo avuto Rune, Berrettini, Musetti, Fritz, tutti giocatori nei primi dieci con grossi incidenti. Qualcosa non sta funzionando, penso sia il tipo di gioco che ti costringe ad andare troppo forte".