Roger Federer ha disputato 65 tornei dello Slam consecutivi, dal 2000 al 2016, senza mai saltare uno dei quattro Major. Un dato che oggi assume un significato particolare per Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, entrambi alle prese con problemi fisici.
Proprio lo svizzero ne ha parlato prima degli US Open, dove è tornato per alcune esibizioni e per una speciale sessione di allenamento con Lorenzo Musetti. Secondo solo a Feliciano Lopez, Fernando Verdasco e Andreas Seppi per Slam consecutivi disputati, Roger indica nella programmazione una delle chiavi della sua longevità: "Ogni infortunio fa storia a sé. Alcuni sono sfortunati, altri capitano perché magari hai spinto un po' troppo oltre o per l'accumulo di tanti fattori”.
E ancora: “Non conosco la gravità o la dinamica esatta dei loro problemi, ma chiaramente il momento peggiore per infortunarsi è subito prima del Roland Garros — aggiunge Federer — perché poi rischi di saltare Parigi e Wimbledon dato che sono consecutivi, e diventa una rincorsa affannosa per l'US Open, come abbiamo visto con Carlos. Io ho sempre cercato di programmare un buon calendario inserendo pause adeguate, anche se è più facile a dirsi che a farsi".
Il campione svizzero invita anche a scegliere con attenzione dove concentrare le energie: "Ho preso i miei rischi piazzando più tornei di quanti avrei dovuto, ma sono sempre riuscito a portarli a termine — le sue parole — Credo sia fondamentale stabilire le priorità: per alcuni può essere la tournée americana, per gli australiani lo Slam di casa. Ognuno ha periodi diversi dell'anno in cui vuole raggiungere il picco di forma, anche perché è impossibile essere al top venti volte l'anno. I tifosi non dovrebbero dimenticarlo: è dura essere al massimo in ogni singolo match.
Ora con i Masters 1000 spalmati su due settimane c'è una nuova dinamica a cui i giocatori, insieme ai preparatori e agli allenatori, si stanno adattando fisicamente e mentalmente”. La lezione finale riguarda soprattutto equilibrio e salute. Federer, infatti, ricorda il principio che ha guidato la sua carriera: "Quindi ho cercato di dare priorità a tutto, mettendo però al primo posto la salute del corpo e il benessere mentale — conclude — perché se giochi in continuazione finisci per logorarti".