Dicono che il Como sia solo soldi e vip allo stadio. Poi lo vedi giocare e ti accorgi, o almeno dovresti, che è tutto il resto: idee, gioco, giocatori. Tutto ciò che conta nel calcio. E personalità, quanta personalità per andare al Maradona e uscirne con una vittoria, 2-1, costruita nel primo tempo e difesa con le unghie e qualche patema nel secondo: il gol del pareggio di Lobotka allo scadere è giustamente annullato per fuorigioco di Lucca. In fin dei conti Fabregas ottiene una vittoria di corto muso ai danni dell’originale, Allegri, dopo aver risolto i dissapori dell’anno scorso: prima della gara i due infatti si chiariscono, chiudendola con un sorriso. In una giornata in cui l’umidità dell’altro mondo suggerirebbe ritmi bassi, il Como gioca subito per segnare. E ci riesce con Baturina su imbeccata di Diao, praticamente un nuovo acquisto.
Il Napoli è troppo basso e statico. Solo nel finale quando la squadra di Fabregas si abbassa in un allegriano 3-6-1 e De Bruyne può rifinire, il Napoli si rende pericoloso. Per un’ora Hojlund è isolato e deve mettersi in proprio per il gol del momentaneo 1-1: difesa del pallone, tocco di suola ad aggiustare per il tiro che fulmina Butez. Super gol. È super anche il gol dell’1-2 di Douvikas, seppur gentilmente offerto da una frittata in costruzione dal basso cucinata da Marin, Anguissa e Rrahmani. Il Como sale a 4 punti, il Napoli resta a 3 e sabato fa visita all’Inter.