Prima sconfitta stagionale per la Juventus di Luciano Spalletti. La Vecchia Signora ha ceduto il passo al Sassuolo di Alberto Aquilani, che ha trovato la vittoria per 3-2 all'ultimo minuto, con il gol dell'ex Vasilije Adzic. Inutile per i bianconeri la doppietta di Zhegrova. Nel post partita, Luciano Spalletti ha analizzato così la sconfitta ai microfoni di Dazn: "Brucia eccessivamente perché avremmo potuto anche vincere, avevamo meritato di averla ribaltata. Abbiamo perso degli equilibri, andando ad attaccare in otto, però nella situazione prima avremmo potuto segnare noi il gol del 3-2. I giocatori hanno provato a vincerla e sono stato io a stimolare i giocatori". "Forse - ha aggiunto l'allenatore - hanno eseguito troppo alla lettera, andando in troppi in area di rigore per ribaltare la partita. Secondo me si erano anche scavati la posizione per poterla ribaltare totalmente. Poi chiaro che se perdi palla così, andando in troppi sopra la linea della parte, c'è sicuramente una colpa nostra. Nasce tutto dalla voglia di andare a chiuderla".
Spalletti passa poi ai microfoni di Sky. L'intervista si apre con un siparietto piuttosto singolare. Non appena Giovanni Guardalà inizia a formulare la domanda, Spalletti lo interrompe: "Non piangere, non piangere...". Il giornalista, indispettito, risponde: "Non piango, si figuri se piango. Sto facendo le domande. Posso farle?". L'intervista prosegue poi senza intoppi, con l'allenatore bianconero che entra nuovamente nel merito della sconfitta: "I due gol nel finale? Sono arrivati perché abbiamo perso equilibrio, ma c'è stata voglia di andare a ribaltare questa partita".
"Secondo me - prosegue - la squadra aveva meritato, perché in quei due gol presi ci sono delle situazioni che si sono create e se non le porti in profondità e lasci questi vuoti tutto diventa difficile. È chiaro che la Juventus non può lasciare il campo così aperto, ma ci eravamo creati la possibilità di vincere la partita. Potevamo dire di non perderla, ma sarebbe stata la cosa più facile. Questo io l'apprezzo. Non si può rimanere due contro tre a centrocampo, ma in attacco eravamo otto contro sette. Potevamo girare palla e magari tirare in porta, invece che perderla. Abbiamo perso una partita sanguinosa perché ci costa molto a livello di entusiasmo e di classifica. Io però chiedevo questo, magari loro hanno esagerato ma hanno provato a metterla in pratica".