Bordate, decisamente poco politically correct, contro il tennis femminile. Ad aprire il fuoco in questo caso, in modo piuttosto volgare, è il tennista peruviano Ignacio Buse. Il tennista , protagonista di una stagione che lo ha portato a imporsi nel circuito grazie ai successi di Amburgo e Winston-Salem, ha riacceso una discussione che accompagna il tennis da decenni: il confronto tra uomini e donne. E lo ha fatto senza giri di parole, rispondendo a una domanda sulla possibilità di battere la numero uno WTA. "Credo che qualsiasi collega presente nei primi 100 o 200 della classifica ATP vincerebbe con la numero 1 femminile".
Una convinzione ribadita senza esitare, allargando il discorso oltre la sua esperienza personale. Buse ha infatti sostenuto che non soltanto un giocatore di vertice, ma anche un professionista collocato più indietro nel ranking maschile sarebbe in grado di prevalere sulla migliore tennista del mondo.
A quel punto, il peruviano ha rincarato la dose, con un giudizio discutibile: "Per me il tennis femminile non si può paragonare a quello maschile, è uno sport diverso". Parole che hanno inevitabilmente riacceso le polemiche, riportando alla memoria anche la controversa sfida tra Nick Kyrgios e Aryna Sabalenka, una sorta di riedizione della storica Battaglia dei sessi. A finire indirettamente nel mirino di Buse è Elena Rybakina, diventata proprio questa settimana, per la prima volta, numero uno del ranking WTA.