Il minuto di silenzio per Sandro Mazzola si trasforma in un caso prima di Juventus-Atalanta. Una parte della curva juventina si gira di spalle durante il raccoglimento per l'ex calciatore dell'Inter e della Nazionale. Nel frattempo partono cori per Gaetano Scirea, Giovanni Agnelli e Andrea Fortunato. Dagli altri settori dello Stadium arrivano invece applausi in segno di rispetto.
Nel post-partita, Luciano Spalletti viene chiamato a commentare l'episodio. L'allenatore della Juventus usa inizialmente parole prudenti: "È un discorso su cui bisogna fare attenzione – dichiara ai microfoni di DAZN – perché non bisogna fare delle scelte che poi possano andare contro la sportività, contro la disponibilità delle cose, degli episodi che sono successi. Per cui mi dispiace, ma non so neanche bene le ragioni, non so bene le cose. Però la parte sportiva bisogna averla sempre a cuore e non essere condizionati da altre situazioni". Pochi minuti dopo, però, in conferenza stampa, Spalletti cambia tono e si mostra più diretto. "Sono cose che non vanno fatte. Ci vuole rispetto e sportività per le leggende del nostro calcio come Mazzola, Scirea e Baresi. Tutte persone di dignità, valori umani, sportivi, da cui tutti abbiamo preso cose".
Poi il ricordo personale di Mazzola: "Ho conosciuto Mazzola quando sono arrivato all'Inter, uno dei primi giorni è venuto ad abbracciarmi, trasferirmi la sua disponibilità per il mio incarico di quel momento lì e questo lo porterò sempre nel cuore. Mi ha dato una grande mano lì". Anche la Juventus prende posizione con un comunicato ufficiale: "Non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori". La vicenda resta così al centro del dopo partita, tra il comportamento di una parte della curva e le successive parole del tecnico bianconero… che non sono piaciute a tutti.