Jannik Sinner è ancora un punto interrogativo. A poco più di una settimana dall'inizio del torneo di Pechino, in programma dal 30 settembre, non è infatti ancora chiaro se il numero uno del mondo sarà in campo per difendere il titolo conquistato un anno fa. Il problema è il ginocchio destro, ma anche tutto quello che ancora non si sa sugli allenamenti di Monte Carlo, dove Jannik è tornato a lavorare dopo aver saltato Cincinnati e US Open.
Sinner si allena, questo è certo. Lo ha fatto anche con un allievo di Riccardo Piatti ed è comparso in una foto scattata da un tifoso al termine di una sessione. Ma sui suoi canali social, dove solitamente qualche immagine degli allenamenti nel Principato compare, questa volta non è arrivato nulla. Non significa necessariamente che ci siano problemi, ma il silenzio contribuisce ad aumentare i dubbi sul rientro.
La prudenza, del resto, è stata la parola scelta da Sinner fin dall'infortunio. Se non era il caso di rischiare per uno Slam, difficile pensare che lo si faccia ora per un 500 seguito da Shanghai. La decisione dovrà comunque arrivare presto: per andare a Pechino bisogna partire, oppure rinunciare e prendersi altro tempo. L'alternativa porta direttamente a Vienna, dove Jannik è già iscritto. A riguardo Stefano Pescosolido, ex tennista e oggi opinionista di Sky, ha una posizione precisa: "Se potessi dare un consiglio a Sinner, gli direi di saltare la trasferta asiatica e tornare direttamente a Vienna".
Una soluzione graduale, anche considerando che lo scorso anno a Shanghai Jannik fu costretto al ritiro contro Griekspoor. Eppure il 2026 resta eccezionale: nove tornei, sei vittorie, 44 successi e appena tre sconfitte. Oggi l’altoatesino comincia la 90ª settimana da numero uno Atp. Ma la classifica può aspettare. Il pensiero è soprattutto alle Finals di Torino, vinte nelle ultime due edizioni. Per arrivarci al massimo, Pechino e Shanghai potrebbero anche non essere indispensabili.