Viva l'onestà: "Una scelta fatta per soldi? Non posso negarlo". In ritiro con la nazionale olandese, l'ex Milan Tijani Reijnders non si nasconde quando parla all'emittente Nos del suo trasferimento dal Manchester City all'Al Qadsiah, in Saudi Pro League.
Il 28enne centrocampista, già tre gol in cinque partite in Arabia Saudita, ha firmato un quadriennale che gli permetterà di intascare quasi 100 milioni di euro. "C'è chi fa il moralista ma penso che tutti direbbero di sì a una cosa del genere. Quando avrò smesso di giocare non voglio più lavorare. Non ne avevo più bisogno già dopo il City, ma ora posso anche garantire un futuro solido alle generazioni che verranno dopo. Se grazie a questa scelta anche i miei nipoti possono vivere bene, perché non dovrei farlo?".
Dall'altro lato a Manchester non era più felice, anche perchè sentiva di giocare in un ruolo non suo e anche con Maresca "le cose stavano andando nuovamente in quella direzione, per cui ho iniziato a chiedermi se volessi fare un'altra stagione così. La risposta sincera era no. Volevo guardarmi intorno e poi ho saputo dal club che potevo farlo". In Europa nessuno però sembrava nelle condizioni di esaudire le richieste del City, tanto che l'Al-Qadsiah ha sborsato una sessantina di milioni per il suo cartellino. E così, alla fine Reijnders ha detto sì, convinto anche dal suo nuovo allenatore, Brendan Rodgers, ex Liverpool.
"Molte persone hanno l'idea che la carriera di un calciatore di alto livello sia finita quando si fa una scelta del genere. All'inizio lo pensavo anch'io ma il mister mi ha detto che posso giocare qui tranquillamente per tre o quattro anni, divertendomi molto, e poi tornare in Europa. Ci sono abbastanza esempi di questo tipo ed è anche il mio obiettivo". E non considera la Saudi Pro League un campionato minore: "Non posso permettermi di giocare le partite al 65 per cento. Considero il campionato saudita, con tutti quei grandi nomi, addirittura superiore all'Eredivisie (la Serie A olandese, ndr). Se le persone vogliono esprimere un giudizio sul calcio lì, prima devono vederlo".