"Una domanda molto complicata". Roberto Mancini sorride, ma capisce subito che quella che sta arrivando non è una domanda su Turchia-Italia. In conferenza stampa, alla vigilia della sfida di Nations League, un giornalista turco decide infatti di cambiare argomento e porta il commissario tecnico azzurro dentro il caso Manchester City, il club che secondo quanto riferito sarebbe stato riconosciuto responsabile di 114 delle 115 accuse finanziarie mosse dalla Premier League. Il traduttore, però, sembra non sapere come gestire la situazione.
Dopo la lunga domanda in turco arriva qualche secondo di silenzio. Mancini, che conosce bene il calcio turco dopo l'esperienza sulla panchina del Galatasaray, prova a scherzare: "Ma siamo sicuri che ne sia solo una?". Il traduttore gli chiede quindi: "La traduco o no?". E Mancini, un po' spiazzato: "Non lo so…”. Alla fine arriva la domanda, almeno nella versione tradotta: "Cosa ne pensa del fatto che il Manchester City sia stato giudicato colpevole?". Mancini sorride e corregge subito l'impostazione: "Non credo proprio che sia stato giudicato colpevole, anzi". Il riferimento è al procedimento della Premier League, la cui decisione sulle accuse non equivale ancora a una sanzione definitiva e può essere oggetto di appello.
Poi si entra nel tema che riguarda più direttamente l'allenatore italiano, alla guida del City dal 2009 al 2013. Il traduttore prova ancora a prendere tempo: "C'è il resto, continuo o non commenta?". Poi arriva il passaggio sul presunto doppio contratto. Mancini risponde: "Non è un problema che riguarda me - le parole del tecnico di Jesi - Intanto non è una cosa nuova perché sono, credo, 4-5 anni che ogni tanto viene fuori. Il Manchester City non è colpevole e il fatto di avere il doppio contratto non riguarda assolutamente me, ma è un problema loro eventualmente".
Nell'inchiesta della Premier League, a Mancini è stato contestato un presunto doppio accordo economico durante gli anni al City: un contratto ufficiale con il club e un secondo rapporto con l'Al Jazira, altra società riconducibile alla proprietà del gruppo emiratino, per consulenze. Ma la domanda originale era decisamente più lunga. Il giornalista aveva chiesto: "Si parla del fatto che il Manchester City potrebbe essere espulso dalla Premier League a causa di numerose irregolarità finanziarie. Lei crede che il club sia innocente? I dirigenti del club sono accusati di non poter giustificare la fonte dei pagamenti che le hanno corrisposto durante il suo periodo come allenatore. Ha mai ricevuto pagamenti da un club con sede ad Abu Dhabi? Gli inquirenti l'hanno contattata? Grazie”. Una domanda molto più articolata, dunque, rispetto a quella arrivata nella. Da qui l’incertezza del traduttore, che ha dovuto decidere quanto e come trasferire al commissario tecnico una domanda che, in realtà, aveva aperto un capitolo completamente diverso dalla partita.