Jannik Sinner torna a Milano, ma non per giocare. Dopo la presenza alla sfilata Gucci, il numero uno del mondo sarebbe tornato alla clinica La Madonnina per nuovi controlli al ginocchio destro. A riferirlo è Gabriele Parpiglia nella sua newsletter, mentre il dato ufficiale resta quello annunciato dallo stesso Sinner: niente torneo di Pechino, con il rientro ancora rimandato. Il problema è un'infiammazione tendinea extra-articolare, già riconosciuta.
Secondo Parpiglia, che cita il consulto con un professore, si tratterebbe della sindrome della bandelletta ileotibiale, conosciuta come Itbs: "La bandelletta ileotibiale è una fascia di tessuto fibroso, spessa, robusta, poco elastica. Nasce dal bacino, scende lungo tutto il lato esterno della coscia e si aggancia alla tibia, appena sotto il ginocchio. È un cavo d’acciaio che stabilizza la gamba”. Il punto delicato è all'altezza del ginocchio: "Il guaio nasce proprio sopra il ginocchio. Lì la bandelletta passa sopra una sporgenza del femore, l’epicondilo laterale. Ogni volta che il ginocchio si piega e si distende, ci scorre sopra, finché i tessuti tra fascia e osso si infiammano". Da qui anche la definizione extra-articolare: "Il danno non è dentro il ginocchio. È fuori. Sul lato esterno".
Per Sinner la strada indicata sarebbe quella conservativa, con riposo, fisioterapia e lavoro specifico su anca e glutei, accompagnati da terapie fisiche e, se necessario, infiltrazioni. Il ritorno ai carichi dovrebbe avvenire gradualmente, seguendo la risposta del ginocchio. L'ipotesi chirurgica viene descritta come estrema e legata all'eventuale fallimento delle terapie. Intanto il calendario corre. Dopo Pechino, il prossimo grande appuntamento è Shanghai, dal 7 al 18 ottobre. Ma anche quella presenza, secondo Parpiglia, sarebbe destinata a saltare: "Prossima tappa? Il Masters 1000 di Shanghai, dal 7 al 18 ottobre. Ma anche quella presenza, possiamo anticiparlo, salterà”. Per ora, dunque, nessuna fretta. Il ginocchio resta la priorità e il ritorno in campo dipenderà soprattutto dalla sua risposta al lavoro di recupero.