"Che vuole salvare la carriera, non la stagione. Poteva forzare per le Finals, per tenere il numero uno. Ha scelto i prossimi anni. Vista l'età, è la decisione corretta. Le patologie tendinee sono ostiche, devono guarire in profondità". È la lettura fatta a Fanpage del professor Giovanni Di Giacomo, ortopedico e specialista in medicina dello sport, sulla decisione di Jannik Sinner di chiudere anzitempo il 2026 e pensare soltanto al recupero del ginocchio destro. Una scelta che significa rinunciare alle Atp Finals di Torino e al finale di stagione, ma soprattutto evitare di trasformare un problema già persistente in qualcosa di più difficile da gestire.
Il punto, secondo Di Giacomo, è capire che non si tratta soltanto di un dolore da far sparire: "Di una patologia extra-articolare. Infiammazione della bendelletta ileotibiale. Una tendinopatia cronica, antipatica, ostica. La si cura con fisioterapia classica e rinforzo muscolare specifico. I tendini sono poco vascolarizzati, non a caso sono bianchi, e per sfiammarsi impiegano tempi particolarmente lunghi. Probabilmente, con ecografie e risonanze stanno vedendo che il riassorbimento dell'infiammazione non è completo. Vogliono guadagnare tempo".
Ed è proprio il concetto di tempo a diventare centrale. Sinner non ha bisogno soltanto di non sentire più male: deve tornare ad allenarsi e competere al massimo livello senza trascinarsi dietro il problema. "Esatto, è la cosa più importante — dice — Non è che passa il dolore e il problema è finito. Guarito e pronto non sono la stessa cosa. Passare il dolore al ginocchio è una cosa, essere pronto a giocare da numero uno al mondo è un'altra. Un conto è forzare progressivamente in allenamento, un conto è entrare in campo per vincere partite da numero uno".
Per questo non c'è ancora una data precisa per il rientro: "No, non la può dare nessuno — prosegue — L'importante è che si curi, c'è ancora tempo. Ci sono due o tre mesi pieni per curarsi, quindi penso che ripartirà in Australia. Tutti ci auguriamo che per gennaio sia in sesto”. E dietro al dolore potrebbe esserci qualcosa che va oltre il ginocchio. "Qui il dolore al ginocchio è solo l'effetto finale. La causa è da ricercare altrove". Per questo gli specialisti stanno lavorando anche su postura e biomeccanica, cercando di capire da dove parta realmente la sofferenza. Sinner, dunque, perde il finale del 2026 per provare a non perdere il futuro. La scelta è già stata presa: niente scorciatoie, niente corsa alle Finals, prima viene la carriera.