Pio Esposito ha convinto Christian Vieri al punto da spingerlo a una previsione pesante: il giovane attaccante dell'Inter, secondo l'ex centravanti azzurro, è destinato a superare il record di gol di Gigi Riva con la Nazionale. A 21 anni ha già segnato sette reti con l'Italia e per Vieri il futuro è ancora tutto da scrivere: "Fra sette-otto anni batterà il record di Gigi Riva. E sarà l'attaccante che avrà segnato più gol nella storia della Nazionale. Ma vuol dire anche che tra due-tre anni inizierà pure lui a fare i suoi venti gol a stagione”.
L'ex bomber vede però ancora margini importanti di crescita: "Deve ancora capire bene come muoversi in campo, anzi soprattutto in area. Pio è più simile a Toni, secondo me. Ma i paragoni per me non hanno senso, lo sapete. E a lui non fanno neanche bene”. Un'investitura forte, dunque, ma accompagnata dalla richiesta di lasciargli il tempo necessario per completare la propria maturazione. Vieri ha parlato anche dell'Inter e della corsa al vertice della Serie A, invitando i nerazzurri a cambiare marcia: "È ora di cambiare passo: si entra nel vivo del campionato e l'impegno della Champions si fa più tosto". Sulla possibile anti-Inter, invece, non si sbilancia: "Fasullerie. Dopo sei giornate? Dai…".
Più netto il giudizio su Milan e Juventus, che non considera ancora candidate allo scudetto. "Buona la seconda", risponde Vieri alla domanda se le due squadre siano da scudetto o soltanto da Champions. Il Milan, però, secondo lui ha finalmente trovato un riferimento offensivo importante con Gonçalo Ramos: "Dopo anni, ha trovato un grande centravanti". Ma il portoghese deve essere servito di più: "Vuoi i gol? Più palloni da giocare”.
Anche la Juventus, secondo Vieri, ha bisogno di maggiore produzione offensiva. "Senza Vlahovic e David, alla Juventus serve che segni di più", osserva parlando di Kolo Muani. Infine, una battuta sulla lunga sosta del campionato: "Ma che roba è? Una roba ridicola. Venti giorni fermi, quattro partite in undici giorni: mica è un Mondiale o un Europeo". Per Vieri, però, il calcio italiano può ripartire dai giovani e dalla fiducia nei talenti: "Dare fiducia ai giovani, crederci, insistere, è molto importante per il nostro calcio. Perché lo fanno in pochi e il loro esempio conta".