Jannik Sinner spegne tutto per provare a riaccendersi nel 2027. Dopo aver chiuso in anticipo la stagione, Jannik ha davanti a sé un mese senza tennis per concentrarsi sul recupero del ginocchio destro e lasciarsi alle spalle un problema che lo accompagna dalla ripresa degli allenamenti dopo Wimbledon. L’obiettivo è chiaro: tornare competitivo in Australia, senza però bruciare le tappe. La diagnosi è quella di una tendinopatia della bandelletta ileo-tibiale, un’infiammazione extra-articolare che non richiede un intervento chirurgico.
Sinner ha scelto quindi la strada conservativa: cure, recupero e soprattutto lavoro sulla muscolatura. Dopo il primo mese lontano dalla racchetta, potrà iniziare gradualmente a riprendere il tennis, aumentando i carichi passo dopo passo. Il rinforzo muscolare sarà uno dei punti centrali del percorso. Il dottor Fabrizio Tencone, medico dello sport e direttore dell’Isokinetic di Torino, ha spiegato che "la medicina migliore per una tendinopatia, oggi lo sappiamo per certo, è il recupero della forza". Un lavoro necessario non soltanto per far sparire il dolore, ma per permettere al tendine di recuperare e ridurre il rischio di ricadute.
Sinner si è affidato anche all’ortopedico Herbert Schoenhuber, già presidente della commissione medica della Federazione italiana sport invernali, e successivamente al chirurgo francese Bertrand Sonnery-Cottet. A Lione ha effettuato un trattamento con plasma ricco di piastrine, mentre ora il programma prevede una fase di recupero lontano dalle competizioni. La strada verso Melbourne, dunque, passa prima dalla pazienza. L’Australian Open resta il grande obiettivo, ma potrebbe essere necessario arrivare in anticipo agli antipodi per giocare un torneo di preparazione, con Brisbane tra le ipotesi. L’idea è presentarsi allo Slam con una condizione costruita gradualmente e non con la fretta di rientrare.
Sinner lo aveva spiegato nel messaggio con cui ha annunciato la fine del 2026: "Devo pensare alla mia carriera a lungo termine. Farò tutto il possibile per tornare al 100%". Un concetto condiviso anche da Tencone: "Con i tendini i tempi sono sempre medio-lunghi, ma è una cosa che si risolverà". Dopo mesi in cui ogni rientro sembrava sempre più vicino e poi è saltato, questa volta il calendario passa in secondo piano. Prima viene il ginocchio, poi la racchetta. E solo quando il fisico sarà pronto, Sinner proverà a riprendersi il posto lasciato vuoto.