Il problema non sono le quattro sconfitte in un solo turno di Champions, prima volta nella storia del nostro calcio. Sono state un caso e non possiamo applaudire il campionato che si redime per poi voltarci dalla parte opposta al primo passo falso. Figuriamoci invocare il ritorno al catenaccio. La strada è giusta e bisogna continuare a percorrerla, rialzandosi subito e magari volgendo uno sguardo al terreno per capire cosa ci ha fatto inciampare. Il problema per Inter, Napoli, Como e Roma è un altro: l’infortunio ai giocatori che, in questo momento, portavano leadership, forza, equilibrio, entusiasmo. L’Inter perde Lautaro (risentimento ai flessori della coscia sinistra) per almeno sette partite, quelle che mancano alla sosta Nazionali di novembre, e forse anche qualcuna in più perché la prudenza con i muscoli del capitano è necessaria.
L’anno scorso ha saltato infatti 14 partite. L’Inter se l’è cavata con 8 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, ma una di queste è stata il ritorno del playoff di Champions contro il Bodo/Glimt, quando proprio nella gara di andata Lautaro ne uscì malconcio. Bonny scalpita, Pio Esposito e Thuram sono in un ottimo momento, ma avere un solo cambio significa esporre sempre uno dei due centravanti all’intera partita. Si può avanzare un centrocampista ma anche Jones è fermo, e dietro Stones non può aiutare un Akanji in difficoltà.
Il Napoli aveva trovato in Neres la freccia ideale per accompagnare Hojlund? Niente da fare, è proprio Neres a fermarsi: «Lesione di basso grado alla coscia destra». Un mese di stop. In compenso Allegri dovrebbe recuperare Alisson, Anguissa e Olivera per la sfida al Venezia, ma questo continuo via vai dall’infermeria non permette di trovare continuità di uomini in campo, ovvero ciò di cui il Napoli avrebbe un grande bisogno. Lo strascico che la Roma deve gestire non è il blackout finale con cui ha gettato al vento gli 80’ di dominio sul Real Madrid. La resistenza mentale si può allenare, Koné e Dybala infortunati no. Gli esami sono in programma oggi, la sensazione è che il francese si rivedrà dopo la sosta mentre l’argentino forse si è fermato in tempo, ma vale il discorso della prudenza. Altri due titolarissimi ai box dopo Svilar e Cristante, che prima o poi dovrà forzare il rientro. In più contro il Genoa mancherà Malen per squalifica.
Esami oggi alla coscia sinistra anche per Diao che, in assenza di Kean, era l’unica arma per andare in profondità facilmente a disposizione di Fabregas. Si ferma il miglior giocatore del Como in questo avvio di stagione, il vero grande acquisto considerando che saltò praticamente tutta la passata stagione. Proprio per questo c’è preoccupazione. Si sono infortunati i giocatori che hanno già avuto problemi. Se le quattro sconfitte in Champions sono un caso anche per come sono andate le partite, soprattutto quelle di Inter e Roma, non lo sono questi infortuni. Il fatto è che i giocatori più delicati erano anche quelli più importanti per rimontare subito in Champions e affrontare in serenità una parentesi di campionato con ben cinque scontri diretti (Napoli -Roma, Milan-Inter, Juve-Napoli, Inter-Como e Napoli-Lazio).