Dovranno essere distrutte alcune intercettazioni dei sei attivisti della ong Mediterranea di Luca Casarini, accusati di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina per i fatti del 2020.
Martedì il Tribunale di Ragusa, decidendo sulle eccezioni preliminari presentate dalla difesa, ha disposto la «distruzione di tutte le intercettazioni e le chat non pertinenti con l’imputazione o espressamente vietate dalla legge».
Lo comunica la stessa ong, che aggiunge: «La Corte ha chiesto al pubblico ministero di indicare esattamente quali singole telefonate intenda utilizzare come prove d’accusa. E ai nostri avvocati quali intercettazioni e chat contengano conversazioni con parlamentari della Repubblica, ministri di culto, giornalisti e gli stessi legali, esplicitamente vietate dalla legge».