L'Italia dovrà risarcire la Sea Watch. Lo ha stabilito il tribunale di Palermo in quella che si prospetta già una sentenza controversa, l'ennesima. Lo Stato dovrà pagare oltre 76mila euro per il fermo subito dalla nave Sea Watch 3, nel giugno del 2019. L'episodio fa riferimento al caso legato all'allora comandante della nave Carola Rackete, che il 29 giugno di quell'anno forzò il blocco navale di Lampedusa per far sbarcare 42 migranti nell'isola. "Il provvedimento è l'ennesimo attacco della magistratura all'attività del governo Meloni - tuona il vicepresidente vicario di Fratelli d'Italia in Senato, Raffaele Speranzon -. Se una parte di giudici pensano di fermare le politiche di difesa del nostro territorio nazionale con queste sentenze vergognose hanno capito malissimo, il nostro esecutivo non si fermerà perché il contrasto all'immigrazione irregolare è un dovere morale e non solo politico che perseguiremo sempre e comunque".
A stretto giro ecco che arriva anche la reazione di Massimo Ruspandini. Per il vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera "ancora una volta ci troviamo davanti ad una decisione incomprensibile: lo Stato italiano dovrà risarcire Sea Watch per oltre 76mila euro, a seguito del blocco della stessa. La capitana Carola Rackete, che per certa sinistra era una eroina per aver infranto le leggi italiane, aveva speronato una nave della Guardia di Finanza, attraccando nel porto di Lampedusa, con la sfrontatezza di chi decide arbitrariamente di violare i dinieghi di uno Strato. Il danno oltre la beffa: perché l'ennesima scelta presa da parte di una certa magistratura, peserà sulle tasche degli italiani".
Una decisione che arriva dopo quella sul "cittadino algerino irregolare con ventitrè condanne - che non verrà espulso ma anzi risarcito -, dopo la scarcerazione dell'Imam di Torino, dopo le aggressioni violentissime da parte di antagonisti a due agenti a Torino e la conseguente scarcerazione di tre manifestanti dopo gli efferati scontri, adesso questa sentenza, che sembra più una clava contro questo Governo. Votati dagli italiani, siamo stati scelti anche per ristabilire regole chiare e farle rispettare".
Insomma, "certa magistratura, con queste inaccettabili e ideologiche sentenze, non fa altro che rendere più urgente e necessaria una riforma della giustizia, per garantire decisioni rapide, chiare e rispettose dei cittadini e delle regole". A essere senza parole anche Elisabetta Gardini che parla di "un segnale che fa vacillare la fiducia nei confronti di una parte della magistratura che, ancora una volta, sembra confermare una politicizzazione in chiave anti-sicurezza, a discapito dell'integrità delle Forze dell'ordine e dei cittadini. Fratelli d'Italia ribadisce il proprio sostegno alle donne e agli uomini in divisa e continuerà a difendere il principio che la legalità e il rispetto delle regole non possono essere messi in discussione da decisioni ideologiche".